Non è stata una gita. È stato entrare in un posto dove il tempo ha deciso di rallentare, e noi con lui.
Camminavamo tra le pietre fenicio-puniche. Il vento del Sinis ci parlava addosso, forte, senza chiedere permesso. Sotto i piedi c’erano 3000 anni di storie che non chiedono nulla: restano lì, silenziose, e ti fanno sentire piccolo nel modo giusto.
Mi sono fermata a guardare il mare da quel promontorio. Da lì sembra che il mondo finisca, ed è per questo che gli antichi avevano scelto proprio quel punto. Per ricominciare.
Non abbiamo parlato molto. Non serviva.
A volte basta stare nello stesso silenzio per ritrovarsi.







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