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domenica 10 agosto 2025

Viaggio in Giappone 35) Kyoto Kinkaku


In una calda mattina a Kyoto, il tempo sembrava fermarsi davanti al Kinkakuji, il celebre Padiglione d’Oro. Circondato da pini, aceri e uno specchio d’acqua perfetto, si erge questo tempio rivestito in foglia d’oro, che brilla sotto il sole come un sogno galleggiante.














 











 



 
















 


 


Passeggiando nel giardino che lo circonda, ogni angolo sembra studiato per armonizzare con la natura e riflettere un senso di pace. Il lago, immobile, rimanda l’immagine del padiglione come se volesse tenerlo per sé. È uno di quei luoghi che ti entrano dentro, senza fare rumore.
Il Kinkakuji non è solo bellezza, è anche simbolo di impermanenza: l’attuale struttura è una ricostruzione del dopoguerra, dopo l’incendio che distrusse l’originale. Anche questo aspetto, in fondo, lo rende ancora più prezioso.
Camminare qui è come leggere una poesia in silenzio, lasciandosi guidare dalla luce dorata del tempio e dalla grazia del Giappone antico.

Viaggio in Giappone 34) - Gli Shinkansen: treni che sembrano volare





Durante il mio viaggio in Giappone, una delle esperienze più sorprendenti è stata… prendere il treno! Ma non un treno qualunque: lo Shinkansen, il celebre treno proiettile giapponese, simbolo di efficienza e tecnologia.
Salire a bordo di uno Shinkansen è come entrare in un mondo parallelo, dove la puntualità è assoluta (si parla di secondi, non di minuti), la pulizia è impeccabile, e il silenzio è quasi surreale. I posti sono spaziosi, comodi, inclinabili… con una vista panoramica che scorre a velocità altissima: fino a 320 km/h senza quasi accorgersene.

E ciò che colpisce ancora di più è il rispetto che i giapponesi hanno per questi treni. Non si corre, non si urla, non si sporca. Ci si mette in fila, si aspetta il proprio turno, si viaggia in silenzio. Ogni cosa funziona come un orologio perfetto, e si percepisce l’orgoglio e il senso civico dietro ogni piccolo gesto.

Viaggio in Giappone - 32) Kyoto tra i fili di Giommachi Minamigawa


Passeggiando per Kyoto, nel quartiere di Giommachi Minamigawa si viene subito rapiti dall’atmosfera sospesa tra passato e presente. Qui, tra vicoli silenziosi, piccole locande tradizionali e lenti passaggi di geishe e maiko (apprendiste geishe), ogni angolo ha una storia da raccontare. Ma c’è un dettaglio curioso che attira l’attenzione, soprattutto per chi arriva dall’Europa: i fili elettrici.



In Giappone, la rete elettrica è per lo più aerea, anche nelle città. In mezzo a paesaggi ordinati e architetture minimaliste, i fili che si intrecciano tra i pali sembrano quasi fuori luogo, un disordine solo apparente che contrasta con la precisione tipica giapponese. Ma anche questo ha un senso: i giapponesi preferiscono mantenerli visibili per facilitarne la manutenzione, soprattutto dopo i frequenti terremoti.
Così, in uno scatto solo, si coglie l’anima autentica del Giappone: tradizione e modernità, estetica e funzionalità, armonia e contrasti. Giommachi Minamigawa ti resta nel cuore anche per questi dettagli che sanno sorprendere e far riflettere.