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giovedì 15 gennaio 2026

Borsa in tessuto sardo



Tempo fa ho comprato tanti tipi di tessuto sardo, in diversi colori così per Natale ho deciso di fare qualche borsa dove infilare dentro i vari regali. Ho iniziato per tempo a tagliare le varie parti per poi assemblarle.


Ho preparato i due manici larghi 14 cm. che ho piegato due volte nella stoffa, in modo da dare spessore agli stessi della lunghezza che va bene a voi, circa 50 cm.; poi ho ritagliato due rettangoli per il corpo della borsa di cm. 50X40; ho voluto foderare anche l’interno delle borse quindi ho dovuto scegliere una fantasia appropriata che riprendesse anche qualche colore della stoffa esterna in cotone leggero ed ho ritagliato altri due rettangoli di uguale misura dei precedenti. .

Ho unito i rettangoli a due a due, ho steso il lavoro sul tavolo mettendo i tessuti dritto contro dritto, dentro avrò lasciato i manici, in maniera che una volta rivoltato il tessuto, venissero fuori per il verso giusto, nel caso fate le prove prima di cucire, ed inizio a cucire tutto intorno tranne una fessura lunga 10 cm. che mi consentirà di svoltare il tessuto al dritto.  Ora devo piegare la borsa a metà e cucirla sui lati. La vostra borsa è pronta ma sarebbe meglio fare le cuciture laterali anche esterne.



 Io per tenere la borsa più  ordinata, ho cucito all’interno un bottone a pressione trasparente. Questa borsa é piaciuta alle persone a cui l’ho regalata che la usano anche per uscire, ma io le ho confezionate per fare shopping e per andare al mare.

lunedì 22 maggio 2023

Birra Ichnusa promuove "Il Risveglio" nella Galleria del Sale a Cagliari

La Galleria del Sale, a Cagliari, vicino al glorioso stadio Sant'Elia, è la prima galleria d'arte contemporanea a cielo aperto  creata in città. Inaugurata nel 2012 da Urban Center, organizzazione no profit composta da 5 soci è sorta al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica al rispetto della natura, quindi dei propri spazi. L'intento è quello di fare qualcosa di buono per la città, riprendendo il modello anglosassone, attraverso immagini e scene di trasformazione urbanistica, per ottenere lo svecchiamento dei quartieri. Gli artisti realizzano le loro opere lungo la pista ciclabile che dal porticciolo di Su Siccu in Viale Diaz porta al Parco di Molentargius. Gli Street Art cagliaritani hanno bisogno di spazi sempre più ampi per potersi esibire in quell'arte che abbellisce la città.
Cagliari così offre la possibilità di aumentare l'offerta turistica e di entrare nel circuito in cui esiste la possibilità di scambi culturali ed economici. Il percorso scelto dagli artisti si trova di fronte alle acque dello stagno di Molentargius che rendono lo scenario ancora più suggestivo. I pali portanti del cavalcavia che la domenica conduceva i tifosi dentro lo stadio, sono come delle tele da imbrattare, pronte per essere trasformate in opere d'arte. La Street Art oggi è diventata legale, è finanziata con fondi statali.  Così facendo, si qualificano le zone che prima erano frequentate da persone borderline, oggi non più. Per l'intervento a Sant'Elia, sono stati chiamati gli artisti che nel tempo si sono distinti per il loro impegno, per la costanza, e per i loro riconoscimenti. Dentro le loro opere c'è sopratutto Sardegna, ma anche Italia ed Europa. Il tema ricorrente nei disegni è la natura ed il rapporto contorto che con essa ha l'uomo. Le opere degli artisti di strada sono state posizionate seguendo il concetto dell'impatto che esse hanno sull'uomo, ragion per cui quelle sui muri esterni, che danno alla strada, sono di grande impatto e facilmente comprensibili, le altre che sono da guardare e studiare bene per capire il loro significato, sono dipinte sui muri che seguono la pista ciclabile, pertanto si prestano ad essere osservate con pù calma e concentrazione. Il birrificio Ichnusa che produce la famosa birra sarda, ha voluto scommettere su questo gruppo di artisti commissionando loro un'opera intitolata "Il Risveglio", realizzata da Mauro Patta, convinto che Cagliari sia una tela bianca pronta per essere dipinta. Il Risveglio rappresenta il forte legame che il birrificio ha con la nostra isola e con la sua gente; nel murale appare in primo piano una persona davanti ad una vallata mentre trascina, prendendolo per il manico, un barile di birra; l'Ichnusa si è assunta l'onere di curare tutte le opere di Urban Center con ben 50 murales, per i prossimi 3 anni  e non finisce qui, perchè Ichnusa ha sempre dato una mano alla Sardegna, non solo inondandola con fiumi di birra, ma ha iniziato un'opera di forestazione nelle aree colpite dagli incendi estivi e dai dissesti idrogeologici, piantando ben 10.000 alberi in tre anni, con la collaborazione di Legambiente e Azzero CO2. Nell'opera "Il Risveglio" si notano i contrasti tra il bianco, il nero ed i colori verde della pianta e celeste dell'acqua, il tutto esprime la speranza del risveglio nelle aree urbane e di una maggiore occupazione tra i giovani. L'ultima nata in casa Ichnusa, è Ambra Limpida, legata al territorio grazie alla presenza del riso, limpida, visto che l'Azienda è passata dalla birra non filtrata, che troviamo in tutti i supermercati a quella Limpida e trasparente che rappresenta il futuro della nostra terra.
/Dof407430DE/s1600/Giurtalia.

martedì 3 novembre 2015

Aspettando il marchio IGP per la Filigrana Sarda.

Le eccessive frodi e contraffazioni dei prodotti, hanno fatto si che l'artigianato sardo ed in particolare la Filigrana, ottenessero una tutela maggiore, un marchi IGP; un  bel rimedio  all'uso improprio del nome Sardegna su certi prodotti che l'arte sarda non la ricordano nemmeno alla lontana. Si dice che la filigrana sia la più cara amica delle donne sarde e che 
nel piccolo patrimonio di ogni famiglia sarda, non possa mancare qualche  gioiello in filigrana, magari una spilla, ricevuta in dono dalla nonna per il matrimonio, un bel bottone col rubino, regalo di battesimo, la fede nuziale tutta filigranata con le margherite o le rosette, in oro giallo, rosso o bianco.
E che dire delle belle collane che adornano i costumi sardi che si sfoggiano in occasione delle sagre, in particolare per Sant'Efisio che si celebra ogni primo maggio, a Cagliari;  quando appare il primo sole tiepido le donne timidamente scollate fanno "scioro" (sfoggio) dei loro bei gioielli di famiglia in filigrana oro e corallo;
anche per la festa del Redentore che si svolge a  Nuoro verso la fine di maggio, i costumi sardi sono arricchiti di gioielli in filigrana. Gli etruschi ci tramandarono per primi l'arte di lavorare i sottili fili d'oro intrecciati, ma le Janas, le fate sarde, narra la leggenda che riuscissero a fare degli intrecci particolari con gli stessi fili,  incastonando anche qualche rosso corallo.
La lavorazione artigianale della filigrana va via via scomparendo, ma nell'entroterra sardo si possono trovare officine artigiane, in cui si eseguono ancora le preziose lavorazioni su ordinazione.     .....e se chiudi gli occhi nelle notti senza luna, sentirai il loro canto melodioso, mentre costruiscono magici gioielli in filigrana d'oro. 

domenica 23 dicembre 2012

Come rivestire una bottiglia di vino, olio o fil'e ferru.

Un'altro modo di rivestire le bottiglie piene di vino, olio fatto in casa o fil'e ferru è questo che vi mostro. Prendere la misura della bottiglia e mettere la stoffa doppia sul tavolo, meglio se è elasticizzata.
Tagliare una forma trapezoidale, stretta su,  e più larga giù, verso il fondo; fare un'unica cucitura per tenere il corpo........

mercoledì 8 febbraio 2012

Il tappeto sardo - un'idea regalo per Natale.




Samugheo è la capitale dell'artigianato artistico sardo, per la tessitura dei tappeti. Quando si parla di Samugheo, per antonomasia, si parla del tappeto sardo, tessuto col telaio a mano.

Questa tradizione si perde nella notte dei tempi e risale a quando le ragazze di Samugheo, per sposarsi, dovevano portare in dote un tappeto, un arazzo od un copriletto, tessuti al telaio.




Quei gioielli, oggi, hanno un valore inestimabile, anche perchè il tipo di lavoro è andato scomparendo con gli anni.



L'arte della tessitura, dei tappeti è stata tramandata di madre in figlia ed in passato, ha costituito la fonte di sostentamento per tante famiglie.


Oggi, le figlie femmine, preferiscono studiare e non stare intere giornate chine al telaio, così è diventata una rarità trovare i tappeti interamente lavorati al telaio manuale ed il loro valore è molto alto.



Diverse sono le tecniche utilizzate nella lavorazione dei tappeti e degli arazzi. Una è quella a grani o "Pibiones" e l'altra a "effetto trama". Molto spesso le decorazioni sono ispirate alla natura, come "Sa mustra de su sole" o figure floreali o mitologiche molto antiche.

Oggi il tappeto sardo diventa un regalo prezioso di nozze, infatti esso, col passare degli anni, ha acquisito notevole pregio, e le ordinazioni che  arrivano da tutte le parti del mondo, sopratutto da parte dei sardi trapiantati all'estero, che vogliono per sè, una parte che parla di Sardegna.