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giovedì 20 aprile 2023

La Sardegna che non ti aspetti - 7)


Intorno ai nuraghi aumentano le capanne nei villaggi, si incrementa la topografia; grazie al prosperare dei villaggi, le città stato fanno gola ai cartaginesi che mirano, non solo al controllo dei centri urbani costieri ma anche alle fertili pianure dell'entroterra; ancora più forte è l'interesse per le nostre ricche miniere di metallo, sempre state dominio delle genti nuragiche dell'interno. Da allora inizia una lunga guerra che vede i punici (le genti di Cartagine)penetrare fino all'interno dell'isola; arrivano da Karalis (Cagliari), Monastir e San Sperate, vanno verso Sulky, l'odierna Sant'Antioco, fino a Monte Sirai. Da Tharros occupano il Sinis, spingendosi fino a Narbolia e San Vero Milis (ottima la Vernaccia); messi alle strette, i sardi nuragici reagiscono ed in breve tempo occupano i territori invasi, minacciando la distruzione delle città costiere. Per la prima volta nel VI secolo a.C. la Sardegna rientra negli annali della storia. La letteratura classica infatti, ci fornisce un preciso resoconto su ciò che accade nell'isola. Per difendere gli interesserei punici, nel 540 a.C. Cartagine inviò in Sardegna un suo esperto generale, reduce dalla vittoria in Sicilia contro i greci, tale Malco. Egli sbarca in Sardegna con un corpo di spedizione il cui compito è appunto quello di liberare le città costiere dal pericolo di annientamento. Malco però trova ad attenderlo la feroce ed organizzata resistenza dei sardi nuragici che attaccano e travolgono i cartaginesi, ormai costretti alla ritirata ed a sopportare le pesanti perdite. Dopo tale disfatta, l'esercito cartaginese viene potenziato. In quel periodo viene introdotta nella nostra isola la zanzara anofele che nell'isola trova terreno fertile tra paludi, acquitrini e campagne incolte. A detta di alcuni storici l'isola, all'epoca, si trasforma ben presto in una terra maledetta, infestata com'è dalle micidiali zanzare anofele che si sono conservate molto bene, riuscendo ad arrivare all'epoca moderna; dal 1946 al 1950 vengono considerate un flagello per la Sardegna a causa della malaria che le stesse zanzare trasmettevano.

Cicerone chiama il poeta sardo Tigellio,  "Hominem pestilentiorem patria sua" mentre gli inviati a Roma definiscono i sardi "razza maledetta". Ormai radicata nei secoli, la malaria continua ad imperversare durante la dominazione di Bisanzio con picchi elevati nel Medioevo. Durante il Feudalesimo, la gente sarda viene  decimata e gli abitanti ridotti a 150.000, ossia, lo stesso numero di persone che oggi vive a Cagliari. Gli eserciti stranieri perdono spesso le loro battaglie non per la forza dei sardi, ma perché ai sardi, dava man forte la malaria, nemico invisibile ed invincibile.
 Per fortuna nel dicembre del 1943, gli americani introducono il DDT eseguendo una potente disinfestazione. 
I cartaginesi si spingono all'interno della Sardegna tanto da distruggere la reggia nuragica di Barumini. A Malco successe Magone, vero fondatore della potenza cartaginese; Asdrubale, suo figlio morì in battaglia nel 510 a.C. e la guerra viene portata avanti da suo fratello Amilcare, vittorioso sui sardi che trovano riparo all'interno dell'isola. I cartaginesi ricostruiscono la fortezza di Monte Sirai e ne ripristinano delle altre nei punti strategici dell'isola. Quella cartaginese è un'occupazione molto più estesa di quella fenicia, tanto da arrivare nelle pianure e sulle colline dove fondano diversi centri abitati; così da una parte proteggono i loro commerci e dall'altra sfruttano le risorse agricole del nostro paese. Dopo la conquista dell'isola, Cartagine importa una grande quantità di indigeni berberi dal Nord Africa (Magreb), destinata alla coltivazione del grano nel Campidano. Cartagine regola i traffici navali da e per la Sardegna. Nel 509 a.C. viene sancito il primo trattato di Roma che riconosce a Cartagine il possesso della Sardegna e vieta ai romani ogni tipo di commercio con l'isola.

Tuvixeddu nel cuore di Cagliari


Nel 378 a.C. i romani fondano la colonia Sardonia che potrebbe essere identificata con la Sardegna, per la sua forma di sandalo. Dal 360 a.C. Cartagine decide di fortificare alcune città importanti della Sardegna a difesa dell'esponenziale crescita della Repubblica Romana. Per questo vengono costruite le mura di cinta intorno a Tharros, Sulcis, Nora e Karalis e vengono fortificate quelle di Olbia, Santu Antine e Genoni. L'occupazione punica trasforma anche l'organizzazione della Società Sarda. Le città diventano centri di potere politico, religioso, militare ed economico; viene inoltre imposto alla popolazione sarda  un tipo di cultura diverso; dopo un periodi di forti scontri proprio in merito a questo, i rapporti tra sardi e punici migliorano, tanto da avere una fusione tra le due culture.  
 

                                                            
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lunedì 17 aprile 2023

La Sardegna che non ti aspetti Parte 1)


A tutti gli amanti delle passeggiate in bicicletta, vi piacerebbe fare un tour in Sardegna da Sassari a Cagliari? Dopotutto si tratta di 1220 chilometri, 590 nella costa orientale e 630 nella parte occidentale. La vostra fatica sarà compensata dal ritrovamento della nostra cultura millenaria e  soltanto il turista più attento potrà notare ed apprezzare tutte le testimonianze che si celano nella nostra affascinante madre terra. Immaginate di essere catapultati nella Sardegna fenicia e cartaginese, nel periodo dal IX al III secolo a.C., quando nelle nostre coste arrivano i primi mercantili fenici, i cui uomini si integrano nella nostra società nuragica. I fenici apportano nuove conoscenze e nuova tecnologia. Essi sono famosi per il loro sapiente intaglio dell’avorio ma anche per la lavorazione dei recipienti in oro, argento e bronzo, per le decorazioni dei gioielli con la tecnica della filigrana e della granulazione. Tutte queste  arti vengono insegnate anche ai sardi che tutt’oggi le utilizzano, come i gioielli in filigrana che si possono ammirare presso i pochi artigiani rimasti ma sopratutto all’interno dei musei dislocati nel territorio. La Sardegna in bicicletta si allontana dal turismo di massa, alla ricerca delle origini relative alla nostra cultura millenaria che per fortuna ha lasciato un mare di testimonianze tutt’ora esistenti. Ne sono esempio le Domus de Janas, l’imponenza dei Nuraghi, i Giganti di Mont’e Prama. Stare in vacanza in Sardegna è come stare a casa propria, nel senso che il turista viene coccolato, considerato; l’ospitalità dei sardi, a detta dei turisti, è proverbiale, perciò non meravigliatevi se entrando in un piccolo bar, del più sconosciuto paese, non riuscite mai a pagare il vostro caffè; vi mettono in chiacchiera per farvi sentire a casa vostra ed il caffè lo offre il padrone di casa. 
 
                   
                                                                                          
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martedì 15 dicembre 2020

Le mie pirografie



   
"La camera di Vincent ad Arles", conservato
al Museo Van Gogh di Amsterdam, su compensato

Grazie al Covid 19 ho scoperto una nuova passione con cui sbizzarrirmi nel tempo libero, oltre a quella per i viaggi, la pirografia, ossia disegnare sul legno col pirografo.




Tre scene del pittore Paolo Laconi, riprese
 da me su compensato per farne tre magneti


Tagliere in legno con incisa una
 delle Marine di Vincent Van Gogh

I mangiatori di patate di Vincent
Van Gogh su compensato

"The Bird" di
Wassily Kandinsky
su compensato



Con una grossa penna incandescente, traccio col fuoco i bordi del mio disegno fatto prima con la matita; una volta terminati i contorni, ripasso col pirografo le ombre o i segni di espressione se si tratta di un volto.
I disegni li faccio a mano libera sul legno, rifacendomi per esempio ad una foto che mi piace oppure cerco su internet o ancora mi rifaccio alle mie vecchie fotografie in bianco e nero. Con questo sistema si possono personalizzare tante cose di legno, cuoio o vetro; io ho pirografato per esempio dei taglieri.








tratto da un quadro del pittore Paolo Laconi, 
su compensato



tratto da un. quadro del pittore
Paolo Laconi, su compensato


I girasoli di Vincent
Van Gogh su compensato






Cattedrale di Cagliari
stilizzato su compensato














Ho scoperto così che mi piace copiare Van Gogh, sopratutto le sue marine oppure Kandinsky, il suo "The Bird", che ho pure incorniciato, Ultimamente ho riprodotto disegni in miniatura per poter fare dei magneti da regalare a Natale.
Una terrazza del Bastione Saint remy di Cagliari


Via del Fossario a Cagliari

Devo ammettere che quest'attività è molto divertente, sebbene impegnativa. Fino ad ora ho usato un pirografo di poco conto, perchè non sapevo se avessi continuato ad incidere sul legno ma a quanto pare la passione persiste, quindi dopo


Kandinsky


Natale acquisterò un pirografo più impegnativo e vedremo cosa riuscirò a fare. Per ora, con un pò di vergogna, vi mostro i miei lavori. Aprofitto di questo mio post per iniziare a fare gli auguri di Buon Natale e Buon Anno 2021, a tutti, sperando che l'anno Nuovo ci aiuti a dimenticare presto quello vecchio che è stato un disastro per gran parte dell'Umanità!
Tagliere con Biancaneve
di Bansky