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giovedì 10 maggio 2018

Il mio piccolo cane Simba non c'è più

Ad agosto avresti compiuto 16 anni e ti ricordo quando ancora cucciolo, Camilla ti trovò nascosto sotto l'edicola del paese. Il veterinario ci disse che potevi essere uno yorkshire, ma tu crescevi e crescevi ed eri un cane buono, abbaiavi pochissimo, ma ululavi al passaggio dell'ambulanza della Croce Rossa. Sei cresciuto insieme a Camilla ed Ilaria e sei diventato un cane di media taglia. Quante passeggiate abbiamo fatto insieme e quante corse, ti piaceva fare il bagno al mare e rotolarti nella sabbia ma immancabilmente venivi a squoterti vicino a noi; abbiamo imparato a volerti bene fin da subito ed a guardarti negli occhi, ma era veramente imbarazzante, sembravano quelli di una persona, grandi scuri con lo sguardo intenso; quegli stessi occhi che da circa un anno hanno iniziato a spegnersi, prima con le cataratte e poi, col glaucoma, addirittura l'occhio destro era gravemente colpito e la pressione era arrivata ad 80, passata poi a 40 con la cura di 10 giorni. L'oculista mi disse che dovevo farti operare per levare l'occhio, ma avresti dovuto sopportare l'anestesia totale, sarebbe però stato un rischio per te che potevi non risvegliarti più. D'altro canto, se fossi rimasto così, l'occhio si sarebbe potuto bucare con conseguente emorragia.
Tu stavi spesso solo a casa ed in terrazzo le insidie sono tante, non vedendoci per nulla, andavi a sbattere da tutte le parti. Sarebbe stato un rischio che non volevamo farti correre. Così abbiamo parlato con le due veterinarie che ti hanno sempre seguito per i tuoi problemi alle orecchie e per la Leshsmaniosi; abbiamo valutato insieme le tue problematiche ed abbiamo deciso insieme di non farti più soffrire. Ora non so nemmeno se abbiamo preso la giusta decisione ma tu non potevi continuare a sopportare quei forti mal di testa, dati dall'occhio gonfio come un palloncino e sempre iniettato di sangue! Siamo stati tutti bene con te, mio piccolo Simba, ora potrai continuare a correre nei campi verdi come ti è sempre piaciuto e sentire sul bel muso l'odore dell'erba alta. Vola angioletto, sul ponte dell'arcobaleno e ritorna ad essere sano e forte!!!

lunedì 16 aprile 2018

Insalata di triglie e orzo


Ieri ho preparato una ricetta nuova, di riciclo. Da sabato mi sono rimaste due grosse triglie di fango, ossia quelle che con i baffetti cercano le conchigliette tra la sabbia. Sabato le avevo preparate alla livornese, ossia cotte in tegame con aglio, prezzemolo e pomodoro fresco, olio e niente sale ma pomodoro secco. In una pentola capiente, ho messo dell'acqua in cui ho fatto cuocere mezzo chilogrammo di orzo perlato, per una ventina di minuti. Una volta scolato, l'ho messo a rafreddare in balcone. Nel frattempo ho pulito le due triglie dalle spine e le ho messe nel mixer con un pò di olio extravergine di oliva e l'ho frullato per bene. Aveva la consistenza della maionese. In un piatto di portata hi messo cinque carciofi crudi, puliti bene dalle foglie dure e dalla barbetta interna, tagliati a fette sottili, alcuni funghetti prataioli lavati e tagliati anch'essi, quattro pomodori camona  tra il verde ed il rosso,anche quelli affettati sottili, avevo delle fettine di salmone affumicato ed le ho aggiunte tagliate a tocchetti, infine ho amalgamato il tutto con  diverse cucchiaiate di orzo perlato cotto; ho mischiato per bene gli ingredienti, ed ho corretto con l'olio ed il sale ed ho servito in tavola. Se piace si potrà aggiungere della maionnaise. Una fresca insalata, indicata sopratutto per le cene estive, magari all'aperto. Inoltre  é un ottimo sistema per far mangiare il pesce ai bambini ma anche ai grandi schizzinosi quando trovano una spina nel piatto. 

domenica 1 aprile 2018

Nuova passione per il disegno - I disegni di Giurtalia


L'enigma di Guglielmo Tell - Salvador Dalì 1933
I
n questo post mostrerò i disegni che mi hanno ispirato di più, il primo è una stortura della Gioconda, un'immagine che volevo vedere diversa, con un'espressione più vicina alla gente comune, furbesca. per gli altri disegni, non ho un programma preciso, lo vedrete volta per volta. Per la Gioconda sono stata stimolata da un programma TV in cui si narrava che Leonardo da Vinci ha dipinto un'altra Gioconda, più chiara e luminosa di quella esposta al Louvre. Ho provato così ad immaginarla con un'espressione diversa dal solito, un'immagine bizzarra. 

venerdì 16 marzo 2018

Minestra di patate e carciofi


D'inverno non mancano mai i carciofi spinosi, li trovo molto più saporiti di quelli senza spine. Prima li cucinavo al verde, con o senza patate, giusto come contorno. Qualche settimana fa, mi sono ricordata che mia madre, li cucinava anche a minestra con le patate e ci aggiungeva le ave maria, ossia dei ditali piccolissimi. Ho provato a farli anch'io, e devo dire che a casa piacciono tanto, così ho accantonato per qualche tempo le minestre di legumi, fin quando finirà la stagione dei carciofi, iniziano già a scarseggiare. Se la minestra ci piace densa, occorre mettere qualche patata in più altrimenti abbondate pure con i carciofi. Questa minestra prende sapore più forte il giorno dopo, quindi le dosi sono per otto persone, quattro più quattro. 
In una pentola con i manici mettere a bollire un litro e mezzo d'acqua, tagliare quattro patate di media grossezza a tocchetti piccoli e otto carciofi teneri puliti dallle foglie più legnorse, e tagliati fino a raggiungere la partee più tenera, nettarli in due e levare la "barbetta" interna; adesso tagliateli a fettine sottili e versateli con le patate, nell'acqua bollente, in cui aggiungerete mezza cipolla tagliata fine, una foglia di alloro, uno spicchio d'aglio, un filo d'olio extravergine ed un dado vegetale, Far cuocere per un quarto d'ora circa; assaggiate ed eventualmente correggete il sapore. In un pentolino cuocete le ave maria e preparate i piatti eggiungendo alla minestra un pò di pastina. Sentirete che profumo si sprigionerà dalla vostra pentola!

venerdì 2 marzo 2018

I miei schizzi - Divertente copiare Picasso!


Ultimamente ho scoperto una passione per il disegno, ho imparato provando a copiare i quadri di Pablo Picasso che per tanto ardire, sono sicura si starà rivoltando nella tomba e per questo chiedo umilmente scusa; ci ho provato anche con Dalì e Modigliani, ma con Picasso è un'altra cosa!!!

Mi incuriosiscono tanto quei volti rivolti un pò qua ed un pò la, certo che cogliere  questa o quella espressione non è facile, ma ci sto provando.
Maria Teresa Walber nell'arcobaleno, 1939
Francoise Gilot, l'unica amante
che si è salvata da Picasso
Picasso purtroppo non è stato tanto fortunato con le sue donne, sembra che una maledizione l'abbia perseguitato in tutta la sua lunga vita. Le donne che lo hanno amato, sono finite tutte tragicamente! Ricordiamoci che  Pablo Picasso deve il suo nome alla madre,
Pasto frugale 

Maria Lopez Picasso, di origine ligure, a cui il pittore era morbosamente attaccato, fin da piccolo. Egli  era ossessionato dalla figura della madre. "La pittura è più forte di me, mi fa fare quello che lei vuole" - Pablo Picasso - 27 marzo 1963.
il Pinguino, 1907, l'Acrobata, 1930 ed
il bassotto di Picasso, Lump, 1957
Le Marin 1943
Marie Therese Walber
La ballerina russa Olga Koklova,  sposò Picasso nel 1917 e da lei  ebbe il primo figlio. Picasso non riusciva a tenere a freno i suoi slanci amorosi, così conobbe Maria Tesesa Walber che gli dette il secondo figlio, ma quando Olga lo venne a sapere, lo catapultò dall'alta società parigina, ai bassi fondi, levandogli ogni cosa.
Picasso si divertiva a disegnare con un solo tratto di matita!

Il ferimento del Minotauro 1935

Nel 1955 Olga viene a sapere che il marito aspetta un figlio dalla Walber, così la donna impazzisce e muore dal dispiacere e nello stesso anno. Maria Teresa si impiccò nel 1977.
Maia la figlia di Picasso con la bambola
Picasso nel 1944 incontra altre tre donne importanti nella sua vita, Francoise Gilot, da cui ebbe tre figli,  nel 1954, incontra Dora Maar e Jaqueline Roque; la Gilot muore in solitudine,  in preda ad una brutta crisi depressiva nel 1997; così pure la Maar, mentre Jaqueline nel 1986, si sparò un colpo di pistola in testa. Picasso è riuscito a devastare interiormente tutte le sue donne, appropriandosi delle loro cose ma rendendole immortali agli occhi dei posteri, grazie ai suoi dipinti.
       Donna seduta vicino alla finestra.

Il vecchio chitarrista cieco

Una parte della Guernica

Una caricatura della prima moglie di Picasso,
 la ballerina Olga Koklowa

Tete de Femme
Eccone una piccola carrellata: la maggior parte sono ritratti delle sue donne che spesso erano nobili ed i disegni prendono il nome dalle donne stesse o dal tipo di cappellino che indossano al momento del ritratto. Per me è stato molto divertente oltre che un onore preparare questi schizzi; sotto alcuni disegni, in piccolo, ho stilizzato alcune figure che ricordano la mia terra. In alcuni di essi ho aggiunto un piccolo riferimento alla mia città. Picasso osava dire che 
"I buoni artisti copiano, i grandi rubano!" ma disse anche "Datemi un museo e ve lo rimpirò" è stato di parola!!
Autoritratto di Pablo Picasso a 25 anni
Maria Tesesa Walber
Jacqueline
Torero 1949
Picasso - Auto ritratto
Maria Teresa Walter, con forme morbide e tondeggianti,
rappresentata ne "il sogno"
Dora Maar
Donna che piange
Maria Tesesa Walber