COPERTINA

Cerca nel blog

martedì 30 aprile 2019

Cuscino da viaggio - facciamo insieme la fodera


Tra qualche mese inizieremo a partire per le vacanze. Chi deciderà di andarci in aereo, chi in nave, chi in  bus e chi in auto, comunque sia, non dimentichiamo di portare con noi, il cuscinetto salva collo che ci aiuterà a riposare più comodi negli spostamenti. Il cuscino da viaggio è stato inventato nel 1929 a forma di ferro di cavallo, con l'apertura centrale anteriore, così quando uno si addormenta per bene, gli casca la testa davanti e si sveglia di soprassalto! Basta mettere l'apertura centrale sul retro, in corrispondenza della schiena. Ricordiamoci che viaggiare comodi è il miglior modo per trascorrere bene il nostro viaggio.
Ho notato però che  questi cuscini, vengono rifiniti con delle cuciture piuttosto spesse, pertanto fastidiose che  raschiano la pelle del nostro collo, irritandola ed una volta addormenti non  ci accorgiamo di nulla, solo al risveglio sono dolori! Un sistema semplice per rimediare al fastidio delle grosse cuciture del nostro cuscino da viaggio, è quello di rivestirlo in stoffa morbida. Si ritaglia la stoffa a forma di ferro di cavallo, sovrapponendo la doppia stoffa sul cuscino, lasciando un centimetro per le cuciture, sia nella parte interna al collo che in quella esterna e si cuce tutt'intorno; occorre lasciare solo un'apertura ampia per far entrare dentro la fodera, il cuscinetto gonfiato. Si deve cucire sul lato del rovescio, dopo aver fatto l'imbastitura. Finita la cucitura, si fa l'orlo alla parte che resterà aperta e la si dovrà chiudere con un fiocco o con un elastico. Con un piccolo accorgimento, il nostro cuscinetto da viaggio sarà molto più morbido e confortevole, buone vacanze a tutti!!.

martedì 23 aprile 2019

Costruiamo insieme un puff (o pouf) riciclando le bottiglie di plastica



Quest'ultimo anno mi sono avvicinata con tanto entusiasmo, al riciclo delle materie plastiche, quali bottiglie e flaconi di detersivi. Occorre che ci inventiamo tante idee per cercare di riutilizzare tutta la plastica che entra in casa nostra, sennò un domani finirà che dovremmo mangiarcela!!
Dopo aver preparato le tende per l'ufficio, i porta vasi ed i porta salviette, fiori ed animali, ho deciso di provare a fare un puff con l'anima  di bottiglie in plastica. Ho tenuto da parte 12 bottiglie e le ho tagliate circa a metà, inserendo il collo al contrario, dentro la pancia della bottiglia.
Ho unito le bottiglie così rinforzate, a tre a tre col nastro adesivo trasparente ed alto quanto il nastro avana. Ho creato quattro gruppi da tre, ottenendo un parallelepipedo, ed ho nastrato il tutto per tenerlo ben fermo.
Essendo, il cubo ottenuto, molto rigido, per ammorbidirlo ho messo uno strato di gomma piuma, sopra, uno sotto ed un rettangolo  tutt'intorno, tenendo il tutto unito, sempre col nastro adesivo alto, così come potete vedere dalle foto. La struttura non dovrebbe strisciare per terra per essere spostata, così ho pensato ad una piccola pedana con rotelle autobloccanti. L'ho presa rotonda, quella quadrata con gli spigoli era sconveniente!!
L'ho fissata con un elastico bello alto e forte. Infine con un tessuto elasticizzato, ho preparato il vestito, una lunga striscia a cui ho cucito il capello e giù l'ho fissata con l'elastico per rendere più compatto il cubo. 

lunedì 11 febbraio 2019

Ricicliamo le bottiglie di plastica per fare le tende dello studio ed altri oggetti per rifinire contenitori ed altro


Base per la tenda d'ufficio
Non sapevate che sono appassionata del riciclo e che non mi piace buttare le bottiglie ed i contenitori di plastica se so che posso riutilizzarli per creare altri oggetti che si rendono utili nella vita di tutti i giorni. In ufficio, per esempio, mi mancano un paio di tende che nascondano ciò che faccio agli occhi delle persone che spesso si affacciano nel palazzo di fronte.
Aggiungi didascalia
Non volevo farle di stoffa ma di plastica, utilizzando i fondi delle bottiglie che se notate bene, hanno pressochè la forma di un fiore. Occorrono parecchie bottiglie, per fare cinque file per vetro, da metri 1.40 di altezza, e 0.50 di larghezza. Ho chiamato a raccolta i miei colleghi, che fanno la fila tutti i giorni per lascirmi le loro bottiglie, sia grandi che piccole, sul mio mobile.
Sono andata nel negozio cinese sotto l'ufficio e mi son procurata tre cutter per tagliare con un taglio netto e preciso tutte le bottiglie. Ho iniziato la settimana scorsa, ma non ho ancora finito. Sono a metà strada. Ho raccolto infatti la metà dei fondi delle bottiglie, regalando i tappi delle stesse alla mia collega che invece fa i tappeti ed i sottopentola o sotto piatti.
Li ho tenuti tutti in una borsa larga; ho procurato una pinza in cui ho incastrato la punta di una graffetta per carte che ho fatto surriscaldare nel fornello e con quella punta ho praticato un foro in alto al fiore ed uno in basso, nelle due estremità. Ho acquistato un rotolo di lenza di media grossezza e con la santa pazienza, ho infilato tutti i fondi di bottiglia, facendo passare la lenza sotto il fondo, non sopra, anche se trasparente, potrebbe vedersi il filo di lenza stesso. Ho usato solo le bottiglie trasparenti e quelle azzurre o celesti, per ottenere un buon colpo d'occhio. Una volta finiti tutti i fili, occorre fissarli uno ad uno nelle stecche che incastrerò nelle cornici dei vetri.

porta penne ottenuti da flaconi di plastica

Con i fondi di bottiglia si possono fare tanti   altri oggetti, io ho provato a fare un porta pennelli che funge anche da vaso porta fiori riciclando un grosso barattolo di plastica a cui ho applicato un fiore di plastica, a cui per corolla ho messo una moneta da un centesimo.
campanelle fatte col collo delle bottiglie di plastica
una ghirlanda con le campanelle
 che può essere colorata
un portavaso ricavato da un flacone di plastica e
 come elemento decorativo una farfalla blu
porta fiori con fiore fatto a fuoco

martedì 29 gennaio 2019

Il kefir di latte - Cos'è? Come si utilizza?

Il Kefir è una bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte, quindi ricca di fermenti lattici e di probiotici, a lieve grado alcolico. Il Kefir, che deriva da Keif, ossia benessere in armeno, proviene dalla zona caucasica e vi sono diverse leggende che gli ruotano intorno. Tra le tante, quella dello zar Nicola II che condannò il principe a donare 10 libbre di Kefir alla bella Irina Sachkarova dopo aver tentato il suo rapimento.  Irina provò a divulgare il Kefir  in Russia e nel 1908 fu perfino tentata la sua commercializzazione ma era molto difficile seguire un preciso processo produttivo. Intorno al 1930 fu trovato un metodo alternativo, efficace quanto quello tradizionale.
Il governo russo, resosi conto dei benefici che il kefir apportava alla popolazione, mandò una lettera di encomio alla ormai 83 enne Irina, quale ringraziamento. Addirittura si racconta che il profeta Maometto, di passaggio nel Caucaso, avrebbe lasciato alcuni grani di kefir agli avi dei montanari della regione, i Grani del Profeta erano custoditi gelosamente ed in maniera accurata, perchè una volta svelato il loro segreto, sarebbero cessati i suoi benefici. Il Kefir era considerato come un bene di famiglia e tramandato di generazione in generazione sempre all'interno delle zone caucasiche. Soltanto nei primi anni del novecento, alcuni medici e studiosi, si accorsero dell'esistenza del Kefir ed iniziarono a studiarlo come rimedio utile nel trattamento della tubercolosi, e per curare le malattie dello stomaco e dell'intestino. Il premio Nobel Ilya Ilyich Mechnikov  era convinto che il latte  fermentato come il Kefir, preservasse il fisico dall'invecchiamento e da tante malattie. In effetti Mechnikov morì a 71 anni, ben oltre l'età media dell'epoca. Si iniziò a produrre il kefir su larga scala solo negli anni trenta ma ancora oggi non si è compresa ancora bene la   sua composizione, fatta di fermenti lattici e lieviti, agglomerati in una sostanza gelatinosa, un concentrato di micro organismi buoni, detti probiotici che arrivando all'intestino, ne migliorano la funzionalità e le difese immunitarie di cui è il maggior responsabile,  perchè il Kefir  arrichisce la flora batterica.
Il Kefir si ottiene tenendo i granuli ammollati nel latte di giornata intero o parzialmente scremato, per almeno 24 ore , 50 grammi di granuli per una tazza di latte; lo si può tenere in frigo, ma alcuni ceppi batteriologici si assopiscono, oppure a temperatura ambiente,  tutti i ceppi possono lavorare al meglio e digerire per noi il lattosio, così anche le persone intolleranti potranno berlo. Al termine delle 24 ore si scolano i grani con un passino a maglie fitte, così da non perdere le nuove infiorescenze di Kefir ed il latte reso fluido si potrà bere con frutta fresca o secca e con pane o biscotti. I granuli appena scolati, senza lavarli verranno introdotti in altro latte e conservati in un contenitore di vetro trasparente col tappo di plastica bucherellato, perchè il Kefir emette dei gas che devono essere sprigionati. Ricordate che i granuli non si lavano mai con l'acqua, eventualmente solo con poco latte. Il kefir scolato si può conservare in frigorifero anche due giorni. Con il Kefir si possono fare tante cose, innanzitutto in cucina si può usare come lievito per fare pane o pizza, dolci come torte o biscotti; si può fare il formaggio fresco spalmabile oppure quello stagionato; i granuli che si riproducono non si buttano, possono essere regalati o surgelati in vetro col latte oppure usati come concime per le piante o ancora aggiunti al cibo del cane. Per avere i granuli in regalo, basta andare su Facebook e digitare Kefir e vi appariranno tanti siti in cui iscrivervi per essere inseriti nelle mappe dei donatori di Kefir o tra coloro che li vorrebbero ricevere.     

        
                                                                                                                                       

domenica 27 gennaio 2019

Piadine integrali al Kefir con semi di lino, sesamo e quinoa


E' da un pò che non impastavo, così questo pomeriggio ho preparato una pasta  utilizzando il Kefir che faccio ogni giorno in casa. Ho preparato dieci piadine mignon, da farcire con marmellata e frutta oppure prosciutto e formaggio o ancora con mozzarella, pomodoro ed insalata verde.
Ho usato sia la farina tipo OO, super raffinata e metà di quella integrale,  ho aggiunto i semi di lino, che alleviano i valori del colesterolo, i semi di sesamo che contengono ferro e tanti sali minerali ed i semi di quinoa, adatto per tutti i celiaci, inquanto non contiene glutine ma ha tante proteine e fibre, magnesio, vitamina C e vitamina E.
Le dosi per 10 piadine mignon sono:
150 grammi di farina OO;
150 grammi di farina integrale;
200 grammi di Kefir;
un cucchiaino di bicarbonato;
un cucchiaino di olio extra vergine di oliva;
un pizzico di sale;
un misto di semi di lino, sesamo e di quinoa.

Unire tutti gli ingredienti in una terrina, a parte i semi che unirete alla fine, dopo aver lavorato per bene la pasta che non si deve attaccare alle mano, in dieci minuti è pronta. Unite i semi vari e lasciate riposare la palla che avrete formato, per circa 3/4 d'ora, il tempo necessario perchè i semi si ammorbidiscano.
Formare ora dieci palline che andrete a spianare sul tavolo da lavoro con un mattarello medio piccolo. Accendete il fuoco, quello medio, e mettete le mini piadine a cuocere due minuti per parte. Farcite le piadine con prosciutto e formaggio oppure con frutta o marmellata.

lunedì 21 gennaio 2019

Un vestitino per la Bombola

Vi verrà da ridere ma io ci ho pensato un giorno che guardavo il mio terrazzo e c'era qualcosa che non mi piaceva; vedevo quella bombola grande tutta nera, così pensavo a come avrei potuto camuffarla, senza avere quel pugno in un'occhio.
Un sistema in verità c'era, ossia, quello di rivestirla ed in soffitta ho trovato giusto una stoffa a quadretti nocciola che fa al caso. Mi sono messa subito all'opera, ho preso le misure della bombola, l'altezza e la circonferenza, ho tagliato e cucito due quadrati aventi per altezza, quella della bombola, ma solo fino al collo e per larghezza, la circonferenza della bombola, un pò più ampia, per poterla vestire senza danneggiare il tessuto. Per tener su il vestito, ho messo un elastico a collare.