COPERTINA

Cerca nel blog

lunedì 11 febbraio 2019

Ricicliamo le bottiglie di plastica per fare le tende dello studio ed altri oggetti per rifinire contenitori ed altro


Base per la tenda d'ufficio
Non sapevate che sono appassionata del riciclo e che non mi piace buttare le bottiglie ed i contenitori di plastica se so che posso riutilizzarli per creare altri oggetti che si rendono utili nella vita di tutti i giorni. In ufficio, per esempio, mi mancano un paio di tende che nascondano ciò che faccio agli occhi delle persone che spesso si affacciano nel palazzo di fronte.
Aggiungi didascalia
Non volevo farle di stoffa ma di plastica, utilizzando i fondi delle bottiglie che se notate bene, hanno pressochè la forma di un fiore. Occorrono parecchie bottiglie, per fare cinque file per vetro, da metri 1.40 di altezza, e 0.50 di larghezza. Ho chiamato a raccolta i miei colleghi, che fanno la fila tutti i giorni per lascirmi le loro bottiglie, sia grandi che piccole, sul mio mobile.
Sono andata nel negozio cinese sotto l'ufficio e mi son procurata tre cutter per tagliare con un taglio netto e preciso tutte le bottiglie. Ho iniziato la settimana scorsa, ma non ho ancora finito. Sono a metà strada. Ho raccolto infatti la metà dei fondi delle bottiglie, regalando i tappi delle stesse alla mia collega che invece fa i tappeti ed i sottopentola o sotto piatti.
Li ho tenuti tutti in una borsa larga; ho procurato una pinza in cui ho incastrato la punta di una graffetta per carte che ho fatto surriscaldare nel fornello e con quella punta ho praticato un foro in alto al fiore ed uno in basso, nelle due estremità. Ho acquistato un rotolo di lenza di media grossezza e con la santa pazienza, ho infilato tutti i fondi di bottiglia, facendo passare la lenza sotto il fondo, non sopra, anche se trasparente, potrebbe vedersi il filo di lenza stesso. Ho usato solo le bottiglie trasparenti e quelle azzurre o celesti, per ottenere un buon colpo d'occhio. Una volta finiti tutti i fili, occorre fissarli uno ad uno nelle stecche che incastrerò nelle cornici dei vetri.

Con i fondi di bottiglia si possono fare tanti   altri oggetti, io ho provato a fare un porta pennelli che funge anche da vaso porta fiori riciclando un grosso barattolo di plastica a cui ho applicato un fiore di plastica, a cui per corolla ho messo una moneta da un centesimo.

martedì 29 gennaio 2019

Il kefir di latte - Cos'è? Come si utilizza?

Il Kefir è una bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte, quindi ricca di fermenti lattici e di probiotici, a lieve grado alcolico. Il Kefir, che deriva da Keif, ossia benessere in armeno, proviene dalla zona caucasica e vi sono diverse leggende che gli ruotano intorno. Tra le tante, quella dello zar Nicola II che condannò il principe a donare 10 libbre di Kefir alla bella Irina Sachkarova dopo aver tentato il suo rapimento.  Irina provò a divulgare il Kefir  in Russia e nel 1908 fu perfino tentata la sua commercializzazione ma era molto difficile seguire un preciso processo produttivo. Intorno al 1930 fu trovato un metodo alternativo, efficace quanto quello tradizionale.
Il governo russo, resosi conto dei benefici che il kefir apportava alla popolazione, mandò una lettera di encomio alla ormai 83 enne Irina, quale ringraziamento. Addirittura si racconta che il profeta Maometto, di passaggio nel Caucaso, avrebbe lasciato alcuni grani di kefir agli avi dei montanari della regione, i Grani del Profeta erano custoditi gelosamente ed in maniera accurata, perchè una volta svelato il loro segreto, sarebbero cessati i suoi benefici. Il Kefir era considerato come un bene di famiglia e tramandato di generazione in generazione sempre all'interno delle zone caucasiche. Soltanto nei primi anni del novecento, alcuni medici e studiosi, si accorsero dell'esistenza del Kefir ed iniziarono a studiarlo come rimedio utile nel trattamento della tubercolosi, e per curare le malattie dello stomaco e dell'intestino. Il premio Nobel Ilya Ilyich Mechnikov  era convinto che il latte  fermentato come il Kefir, preservasse il fisico dall'invecchiamento e da tante malattie. In effetti Mechnikov morì a 71 anni, ben oltre l'età media dell'epoca. Si iniziò a produrre il kefir su larga scala solo negli anni trenta ma ancora oggi non si è compresa ancora bene la   sua composizione, fatta di fermenti lattici e lieviti, agglomerati in una sostanza gelatinosa, un concentrato di micro organismi buoni, detti probiotici che arrivando all'intestino, ne migliorano la funzionalità e le difese immunitarie di cui è il maggior responsabile,  perchè il Kefir  arrichisce la flora batterica.
Il Kefir si ottiene tenendo i granuli ammollati nel latte di giornata intero o parzialmente scremato, per almeno 24 ore , 50 grammi di granuli per una tazza di latte; lo si può tenere in frigo, ma alcuni ceppi batteriologici si assopiscono, oppure a temperatura ambiente,  tutti i ceppi possono lavorare al meglio e digerire per noi il lattosio, così anche le persone intolleranti potranno berlo. Al termine delle 24 ore si scolano i grani con un passino a maglie fitte, così da non perdere le nuove infiorescenze di Kefir ed il latte reso fluido si potrà bere con frutta fresca o secca e con pane o biscotti. I granuli appena scolati, senza lavarli verranno introdotti in altro latte e conservati in un contenitore di vetro trasparente col tappo di plastica bucherellato, perchè il Kefir emette dei gas che devono essere sprigionati. Ricordate che i granuli non si lavano mai con l'acqua, eventualmente solo con poco latte. Il kefir scolato si può conservare in frigorifero anche due giorni. Con il Kefir si possono fare tante cose, innanzitutto in cucina si può usare come lievito per fare pane o pizza, dolci come torte o biscotti; si può fare il formaggio fresco spalmabile oppure quello stagionato; i granuli che si riproducono non si buttano, possono essere regalati o surgelati in vetro col latte oppure usati come concime per le piante o ancora aggiunti al cibo del cane. Per avere i granuli in regalo, basta andare su Facebook e digitare Kefir e vi appariranno tanti siti in cui iscrivervi per essere inseriti nelle mappe dei donatori di Kefir o tra coloro che li vorrebbero ricevere.     

        
                                                                                                                                       

domenica 27 gennaio 2019

Piadine integrali al Kefir con semi di lino, sesamo e quinoa


E' da un pò che non impastavo, così questo pomeriggio ho preparato una pasta  utilizzando il Kefir che faccio ogni giorno in casa. Ho preparato dieci piadine mignon, da farcire con marmellata e frutta oppure prosciutto e formaggio o ancora con mozzarella, pomodoro ed insalata verde.
Ho usato sia la farina tipo OO, super raffinata e metà di quella integrale,  ho aggiunto i semi di lino, che alleviano i valori del colesterolo, i semi di sesamo che contengono ferro e tanti sali minerali ed i semi di quinoa, adatto per tutti i celiaci, inquanto non contiene glutine ma ha tante proteine e fibre, magnesio, vitamina C e vitamina E.
Le dosi per 10 piadine mignon sono:
150 grammi di farina OO;
150 grammi di farina integrale;
200 grammi di Kefir;
un cucchiaino di bicarbonato;
un cucchiaino di olio extra vergine di oliva;
un pizzico di sale;
un misto di semi di lino, sesamo e di quinoa.

Unire tutti gli ingredienti in una terrina, a parte i semi che unirete alla fine, dopo aver lavorato per bene la pasta che non si deve attaccare alle mano, in dieci minuti è pronta. Unite i semi vari e lasciate riposare la palla che avrete formato, per circa 3/4 d'ora, il tempo necessario perchè i semi si ammorbidiscano.
Formare ora dieci palline che andrete a spianare sul tavolo da lavoro con un mattarello medio piccolo. Accendete il fuoco, quello medio, e mettete le mini piadine a cuocere due minuti per parte. Farcite le piadine con prosciutto e formaggio oppure con frutta o marmellata.

lunedì 21 gennaio 2019

Un vestitino per la Bombola

Vi verrà da ridere ma io ci ho pensato un giorno che guardavo il mio terrazzo e c'era qualcosa che non mi piaceva; vedevo quella bombola grande tutta nera, così pensavo a come avrei potuto camuffarla, senza avere quel pugno in un'occhio.
Un sistema in verità c'era, ossia, quello di rivestirla ed in soffitta ho trovato giusto una stoffa a quadretti nocciola che fa al caso. Mi sono messa subito all'opera, ho preso le misure della bombola, l'altezza e la circonferenza, ho tagliato e cucito due quadrati aventi per altezza, quella della bombola, ma solo fino al collo e per larghezza, la circonferenza della bombola, un pò più ampia, per poterla vestire senza danneggiare il tessuto. Per tener su il vestito, ho messo un elastico a collare. 

sabato 19 gennaio 2019

Viaggio ad Oporto - La cattedrale di Porto - 7

La Cattedrale di Oporto si trova lassù in alto e domina la città. La prima volta l'ho vista  tra  i chiari e scuri del tramonto.
Mi ha colpito tantissimo, era il primo monumento che vedevo con los azulejos, le maioliche bianco azzurre che decorano tutto il chiostro della chiesa romanica costruita tra il XII e XIII secolo.
Il tempio è in stile barocco con  le mura smerlate; nel corso degli anni la struttura ha subito diversi cambiamenti ed ampliamenti, quindi si è avuta una mescolanza di stili.



Il chiostro e la cappella di San Giovanni Evangelista,   che ospita la tomba del cavaliere dell'Ordine di Malta, Joao Gordo, rappresentato con una grande statua,  sono stati aggiunti nel XIV secolo e sono in stile gotico; l
a cappella del Santissimo Sacramento e l'altare d'argento, in cui sono rappresentate scene bibliche, considerato un capolavoro dell'argenteria portoghese,  sono nello stile manierista del XVII secolo, con la tipica  torsione dei busti.
Negli affreschi dell'abside e della sagrestia, si ritrova lo stile barocco con diversi affreschi firmati da Nicola Nasoni, architetto italiano ma stabilitosi a Porto, dove costrui anche  la Torre di Sao Pedro dos Clerigos e dove formò molti allievi.
La grande piazza della Cattedrale di Porto ospita, tra le antiche mura, il Museo della Cattedrale, il palazzo di Giustizia ed il palazzo Vescovile. Bellissimo il tragitto per arrivare in funicolare!
La Cattedrale appare più come una fortezza che un edificio religioso Finita la mia visita, percorro la scalinata che mi porta giù verso il Douro, la seguo per immergermi nella Ribeira e seguo il fiume, mi accompagna una giornata splendida!

venerdì 18 gennaio 2019

Viaggio a Porto - la stazione di Sao Bento - 6


La più bella stazione che abbia mai visto, quella di  Sao Bento, a Oporto; più che una stazione sembra un museo, con le sue 20.000 azulejos, le maioliche bianco azzurre, 20x20,  che rivestono interamente le pareti, su una superficie di 550 metri quadrati, mi sembrava di stare dentro una  tazza da the gigante in porcellana inglese;
ho davanti ai miei occhi un vero e proprio gioiello che racchiude la storia del Portogallo nello scorrere dei secoli; i disegni raffigurati vanno dall'inizio del IX secolo, quando era ancora il Convento di San Bento Dell'Ave Maria, ed ancora oggi conserva la sua aria malinconica ed antica di allora.
Passando accanto alla stazione, essa sembra una qualunque e soltanto entrando ci si accorge di quanta bellezza ci sia all'interno.
Infatti, per mitigare l'austerità della facciata esterna, si decise  ai primi del novecento, di decorare la facciata interna con los azulejos.
Sono occorsi ben 11 anni per completare tutta l'opera; così nel 1916 la stazione entrò in funzione.