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venerdì 1 maggio 2026

Michael film - recensione

La storia del «Re del Pop» Michael Jackson,  dalla sua infanzia come star dei Jackson 5, ai momenti di abuso da parte di suo padre Joe Jackson, fino alla separazione e alla realizzazione dell'album di successo Thriller e alla rivendicazione della sua indipendenza come artista solista.
Dopo il successo di Bohemian Rapsody
diventato il biopic musicale di maggiore incasso della storia (900 milioni di dollari), il produttore Graham King deve averci ripensato per aver esaurito la storia di Freddie Mercury e dei Queen in un unico film, invece di aver sfruttato il successo con un sequel.

Eccolo quindi, otto anni dopo, a tentare il bis e dimostrare di aver imparato la lezione:  
Michael  di fatto è solo il primo capitolo di una saga cinematografica dedicata alla vita di Michael Jackson. 
Michael di Antoine Fuqua è un bel film e diretto con maestria; racconta l’ascesa del cantante ballerino verso il successo planetario che diventa re del pop nel periodo dal 1966 al 1988 in occasione del concerto di Wembley. Michael ci fa sentire orgogliosi e fortunati di aver  vissuto nell’epoca in cui lui era in giro per gli stadi di tutto il mondo. Penso che anche le nuove generazioni che non lo hanno conosciuto in passato, vedendo il film, capiscano che personaggio straordinario e unico sia stato nella storia musicale contemporanea. 
Prima di diventare una leggenda Michael Jackson viveva in una sorta di reclusione, quella della sua infanzia trasformata in disciplina, la mancanza della scuola, gli amici che non poteva frequentare per via delle continue e serrate prove che mettevano a dura prova il comportamento  di un bambino a cui il padre chiedeva un costante sacrificio anche a suon di cinghiate!
Michael si porta addosso il peso di un artista adorato dal mondo ma che nonostante ciò ha vissuto in una profonda solitudine. L’unica a proteggere il figlio è stata la madre. 
La musica per Michael è esercizio, fatica e comando. Quando il film passa all’età adulta ed affida Michael a Jaafar Jackson, nipote di Michael, il rischio dell’imitazione pesa su ogni inquadratura, ma qui arriva la sorpresa più convincente dell’opera. Jaafar riesce a costruire un personaggio introverso, attraversato dal fantasma dell’originale e da quella fragilità che riesce a convivere con l’elettricità scenica.

mercoledì 29 aprile 2026

La mummia film - Recensione

La vita della famiglia del reporter statunitense Charlie Cannon è sconvolta dalla misteriosa scomparsa della figlia Katie avvenuta a Il Cairo. Quando le speranze di ritrovarla si sono ormai spente,  otto anni dopo Charlie e la moglie, che nel frattempo si sono trasferiti ad Albuquerque nel Nuovo Messico assieme agli altri due figli Sebastián e Maud, ricevono una telefonata in cui  viene loro comunicato che la ragazza, ora diciassettenne, è stata ritrovata.


Il momento di gioia iniziale si trasforma ben presto in un incubo, perché via via si manifesta il profondo cambiamento della ragazza che sembra provenire più dal mondo dei morti che da quello dei vivi.

Katie, che era dentro un sarcofago e avvolta in fasce come una mummia, è profondamente cambiata dal punto di vista fisico ma anche il suo comportamento è diventato inquietante e ben presto impressiona anche i suoi genitori. Cosa le sia successo veramente ancora nessuno lo sa! 


Il delitto del terzo piano - film recensione


Il film narra di una coppia ormai logora che si trova in una fase di stallo in cui la monotonia  ha preso il sopravvento trasformando la routine in un peso, così la moglie, Laetitia Castà, ispirata da un brusco colpo proveniente dall’appartamento di fronte, decide di spiare i nuovi vicini col binocolo. Lei è esperta di Hitchcock e lui autore di thriller, insieme vivono in un elegante palazzo parigino.

La coppia che viene tenuta d’occhio si mostra piuttosto nervosa, tanto che Colette ed il marito, sospettano si sia verificato un omicidio. La vita dei due osservati si trasforma presto in un giallo ed il mistero diventa così il catalizzatore emotivo: indagare insieme significa ritrovarsi ed il crimine si trasforma paradossalmente in linguaggio dell’amore.

Il film ricorda da lontano la finestra sul cortile di Hitchcock ed analizza le varie dinamiche di coppia, partendo dalla routine ed arrivando alla paranoia.



venerdì 27 marzo 2026

Scopri Villaputzu il cuore del Sarrabus


Qualche settimana fa mi è  capitato di fare una gita in un bel paese del Sarrabus, Villaputzu. Non vi ero mai stata perché la strada che un tempo portava la, era piena di curve ed il solo pensiero di affrontarla mi faceva star male ancor prima di salire in macchina! Per fortuna negli anni quella strada è cambiata, ne è stata costruita un’altra dritta, con tante gallerie e su cui si può  anche correre ed a Villaputzu  si arriva in un’ora ed un quarto partendo da Cagliari. Per gli amanti delle curve però c’è sempre la litoranea!





La cittadina di adagia lungo il fiume Flumendosa.
La popolazione di Villaputzu è di 4600 anime villaputzesi che si occupano principalmente di agricoltura, allevamento e turismo. La zona è nota per la produzione di vino, olio d'oliva e prodotti caseari.
Villaputzu è stata interessata dall'attività mineraria, in particolare per l'estrazione di piombo e dello zinco.












È una cittadina circondata da numerosi siti nuragici, testimonianza della civiltà nuragica che abitava la Sardegna tra il 1500 a.C. e il 500 d.C.
La costa di Villaputzu è famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e acque cristalline, come la spiaggia di Porto Corallo da cui si scorge la torre spagnola alta 15 metri e la spiaggia di Cala Pira.
La chiesa di San Giorgio è una delle più antiche e importanti della zona.
Villaputzu celebra la festa di San Giorgio il 23 aprile.
I fenici e i punici hanno lasciato tracce della loro presenza nella zona, come ad esempio la necropoli di Cuccuru S'Arriu.
Non trascuriamo la cucina di Villaputzu che è tipica della Sardegna, con piatti come il "cullellu" (un tipo di pane), la fregula (un tipo di pasta) e il porco selvatico (maiale selvatico). 
Vi sono diverse tradizioni legate alla pastorizia e all'agricoltura; qui vi accoglieranno i suonatori di launeddas, tipico strumento a fiato sardo. 
Is launeddas rappresentano un ponte sonoro millenario tra l'antichità e la Sardegna contemporanea.
A proposito di ponti, quello sul Flumendosa, di Villaputzu, di ferro è interrotto costringendo chi si deve spostare, a fare una strada più lunga! La strada interrotta nel 2023 per rifacimento, doveva riaprire l’anno scorso ma forse nemmeno per quest’estate ce la faranno!! Dovranno mettersi d’impegno i turisti per farlo riaprire?


martedì 17 marzo 2026

Reminders of him - film - Recensione.

 "Reminders of Him" è un film intenso e commovente. La storia di Alex e sua figlia è davvero toccante. Senna é stata in carcere diversi anni per aver guidato ubriaca ed aver causato l’incidente al fidanzato e la relativa morte. Il film inizia con Senna che esce dal carcere e va a cercare prima una camera in affitto e poi un lavoro. E’ un inizio molto duro per il personaggio di Senna, ma è anche un punto di partenza per la sua rinascita.
 La sua ricerca di una nuova vita e di un modo per riconnettersi con sua figlia è davvero toccante.  È stato davvero difficile per Senna, la società può essere molto dura con chi ha commesso errori. La sua determinazione nel voler cambiare e fare qualcosa di buono nonostante tutto è ammirevole.  

È un film che lascia davvero il segno. La storia di Senna è un promemoria che le azioni hanno conseguenze, ma anche che il cambiamento è possibile. La strada è lunga e piena di ostacoli, specialmente se non hai un supporto solido.  Il film mostra bene quanto sia difficile per Senna ricostruire la sua vita e riconquistare la fiducia degli altri, ma anche la sua determinazione a fare tutto il necessario per sua figlia. Senna può sembrare fragile all'inizio, ma in realtà ha una forza interiore incredibile. La sua capacità di andare avanti nonostante le difficoltà e di lottare per sua figlia è davvero ispiratrice. Senna ti rimane nel cuore.



Keeper - l’Eletta - film - recensione


Il film Keeper - L'eletta é l'ultimo horror psicologico che ha già iniziato a far parlare di sé, e devo dire che è stato un vero e proprio viaggio nell'orrore. La storia segue Liz (Tatiana Maslany) e Malcolm (Rossif Sutherland), una coppia di fidanzati che si conoscono da un anno e decidono di trascorrere il loro anniversario in una baita isolata. Ma ciò che doveva essere un romantico soggiorno si trasforma presto in un incubo quando Liz, inizia a sperimentare visioni disturbanti e a perdere il controllo della realtà.

La loro relazione è ancora fragile e in via di definizione, e il soggiorno nella baita diventa un test per la loro unione. Ma cosa si nasconde dietro la facciata apparentemente tranquilla di Liz e Malcolm? La regia di Osgood Perkins ci porta in un viaggio all'interno dell'animo dei due personaggi, esplorando le loro paure, le loro insicurezze e i loro segreti. Tatiana Maslany è incredibile nel trasmettere la fragilità e la confusione di Liz, mentre Rossif Sutherland è perfetto nel rappresentare la figura del fidanzato protettivo e allo stesso tempo distante.

Il film è un'esplorazione profonda della psiche umana, un viaggio nell'oscurità che si cela dietro la porta della nostra mente. E il finale? Non te lo dirò, ma ti assicuro che ti lascerà senza fiato.