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domenica 11 ottobre 2026

Film l’Albero di molto lontano - Recensione

Dopo Mammina che ci aveva un po' deluso, questo film ci ha riportato indietro di 20 anni. Quella sensazione di quando la famiglia stava insieme davvero, senza telefoni, senza Wi-Fi, inventandosi avventure con poco.
La storia della famiglia Thompson è proprio la nostra di oggi: sempre connessi ma poco uniti.

Poi arrivano in campagna, senza corrente, e scoprono quell'albero magico con fate e mondi diversi ogni giorno. I bambini si divertono, ma anche noi adulti ci ritroviamo.

Film Mammina - Recensione

Padre, madre separandi e figlia di 9 anni. La bimba è sola in casa e parla con una presenza che ha le sembianze della mamma. Le dice la frase super creepy: "fammi entrare in fondo al cuore".
Il padre rincasa prima e trova una padella sul punto di prendere fuoco: la presenza voleva cucinare la colazione per la bimba. Poi si gira e vede sotto il tavolo la moglie vera tutta arrotolata in posizione yoga, incastrata tra le gambe del tavolo. Panico totale.

Da lì chiamano la moglie, decidono di trasferirsi dal fratello di lui  per sicurezza. Spoiler: non serve a niente, Mammina li segue. Anzi, le cose peggiorano e il fratello viene ucciso dalla presenza.
Tornano a casa loro e arriva la svolta: la mamma di lui che "conosce gente tosta", organizza una caccia al fantasma.
Si parte con un'idea che poteva essere angosciante e invece diventa un collage di cliché horror. La bimba sensitiva, la padella che prende fuoco, la posizione yoga sotto il tavolo che vuole fare paura ma fa quasi ridere, il trasferimento inutile a casa di un altro, il parente sacrificato tanto per alzare il body count e la solita esperta di fantasmi chiamata all'ultimo.

Manca tensione vera, manca una spiegazione che stia in piedi e soprattutto manca il coraggio di sorprendere, sorprese zero. Si capisce tutto dall'inizio e quando arrivi alla "caccia al fantasma" hai già capito che non risolverà nulla di interessante.

lunedì 5 ottobre 2026

Film Digger - Recensione

Digger, un buco nell'acqua. Anzi, nel petrolio.
Sono andata a vedere Digger  convinta di vedere il grande ritorno di Iñárritu con Tom Cruise. Ne sono uscita chiedendomi perché non sono rimasta a casa a stirare.
Presuntuoso, caricaturale, interminabile. Iñárritu confonde l'esagerazione con il genio e ci propina 2 ore e mezza di primi piani deformati, dialoghi urlati e metafore sull'apocalisse spiegate come fossimo bambini di 5 anni.

Tom Cruise ci prova, per carità, ma il suo magnate delle trivelle che vuole salvare il mondo che lui stesso sta distruggendo non fa né ridere né pensare. Fa solo sbadigliare. Il cast stellare - John Goodman, Sandra Hüller, Jesse Plemons - è sprecato in macchiette sgradevoli.

La fotografia sarà anche da quadro, ma se il quadro è brutto, a che serve la cornice d'oro?
Un film che vuole provocare e far riflettere, ma l'unica riflessione che mi ha lasciato è: "quanto manca alla fine?"

domenica 4 ottobre 2026

Film Verity - Recensione

Verity, il nuovo film di Michael Showalter con Anne Hathaway e Dakota Johnson.
È un bel film per chi ha voglia di pensare; la Hathaway una furbacchiona! La nuova scrittrice per finire il libro di Verity ha bisogno di leggerli prima, si trasferisce a casa sua dove trova una chiavetta da cui scopre tutte le amare verità. Non è il solito thriller. Lowen (Dakota) viene chiamata a casa Crawford per completare i libri di Verity (Hathaway), autrice bestseller rimasta paralizzata dopo un incidente. Per entrare nel suo stile deve leggere tutto, vivere nella sua casa.

E lì trova una chiavetta con un'autobiografia non autorizzata. Da qui inizia il gioco. Le amare verità che trova sono davvero forti o sono l'ultima mossa di una scrittrice manipolatrice?

Hathaway è mostruosa nella sua bravura. Non fa quasi nulla, eppure è ovunque. Dakota è bravissima a farci sentire il disagio crescente.
Finale aperto che divide, ma proprio per questo ti resterà nella mente per giorni.

martedì 29 settembre 2026

Film The invite il piacere è tutto nostro - recensione

La coppia del piano di sotto, Joe e Angela, è logora, annoiata, costretta a sentire tutte le notti i rumori dei vicini di sopra... e quando finalmente accettano quell'invito a cena per curiosità, scoprono che non è solo una cena.
Il dettaglio delle tende aperte per vedersi dopo la doccia, è uno dei momenti chiave: si capisce che quel gioco di sguardi tra le due case non era affatto casuale e da lì la serata prende una piega strana.
Un film particolare e provocatorio. Due coppie a confronto: una annoiata e in crisi al piano di sotto, l'altra disinibita e rumorosa al piano di sopra che ama farsi sentire... e farsi guardare.

Quello che inizia come una semplice cena tra vicini diventa un gioco psicologico di seduzione, gelosia e verità scomode. Olivia Wilde gioca molto sui non detti, sugli sguardi dal balcone e su quel confine sottile tra curiosità e invasione.

Edward Norton nel ruolo di Hawk è inquietante al punto giusto, magnetico. Seth Rogen invece sorprende perché porta anche una vena malinconica.
Non è il film per tutti, alcune scene sono spinte e volutamente imbarazzanti, ma fa riflettere molto sulla noia di coppia e sul bisogno di sentirsi ancora desiderati.

lunedì 21 settembre 2026

Heart of the Beast


Film di sopravvivenza diretto da David Ayer (quello di Fury, The Beekeeper). Brad Pitt è James Belmont, veterano delle Forze Speciali che precipita con il suo idrovolante in Alaska. Unico compagno: Odin, il suo pastore tedesco ex-cane da combattimento che soffre di PTSD proprio come lui. Devono farsi 58 miglia a piedi tra neve, animali selvaggi e tempeste per tornare alla civiltà. 
È un film molto più intimo di quello che ti aspetti da Ayer.

Quasi tutto il film sono solo Pitt e Uber, il cane vero da 45kg che interpreta Odin. E Uber ruba davvero la scena. Le prime recensioni americane lo chiamano "la lettera d'amore più commovente sulla lealtà dei cani" e "uno dei film più emozionanti dell'anno". Pitt è bravissimo a fare poco - tiene tutto con lo sguardo e i gesti da militare, e il rapporto uomo-cane è credibilissimo. 
Ayer stesso ha detto che quando ha letto la sceneggiatura ha pianto a dirotto. E si sente. 
Cosa convince meno:
La storia è già vista, diciamolo. Un uomo e un cane nella natura selvaggia, molto Cast Away con Wilson. Se hai visto Dog di Channing Tatum o The Dog Stars, la struttura la conosci già. Non reinventa il genere, fa bene quello che promette. Se amate i cani piangerete di sicuro, come dicono tutti i critici.