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domenica 13 settembre 2026

Sa Paradura - Il Cuore dei pastori sardi


Non c'è contratto. Non c'è pubblicità. Non c'è orgoglio.
C'è un uomo che ha perso tutto. Una stagione storta, un incendio, un gregge ammalato. Sta in silenzio davanti al suo ovile vuoto.
E poi arrivano. Uno dopo l'altro.
Nessuno parla molto. I pastori sardi sono gente di poche parole. Ognuno lascia qualcosa: un agnello, una forma di pecorino, le mani per un giorno di lavoro. Senza farlo pesare.
Si chiama Sa Paradura.
Non è elemosina. È dignità che incontra dignità.
Chi riceve abbassa gli occhi per l'emozione, non per la vergogna. Perché sa che non gli stanno facendo un favore: gli stanno dicendo "fai parte di noi, la tua perdita è la nostra".

I pastori sardi non hanno mai avuto molto. Hanno il vento, le pietre, la fatica che inizia prima dell'alba. Proprio per questo sanno cosa vale davvero: se tieni tutto per te, non hai niente. Se condividi il poco che hai, hai una comunità.
Oggi non si donano più pecore come una volta, ma Sa Paradura è ancora viva. Ogni volta che ci si aiuta senza chiedere nulla in cambio.
È umiltà. È cuore. È Sardegna.

In Logudorese

Non b'hat cuntrattu. Non b'hat publitzidade. Non b'hat orgollu.
B'hat un'òmine chi hat pèrdidu tottu. Un'istajone mala, un'incèndiu, unu masone malàidu. Istat in silèntziu in antis de s'ovile bòidu.
E posca arribant. Unu a pustis de s'àteru.
Nemos faeddat meda. Sos pastores sardos sunt zente de pagas paràulas. Cadaunu lassat calchi cosa: un'anioneddu, una forma de casu, sas manos pro una die de traballu. Chentza lu fàghere pesare.
Si narat Sa Paradura.
No est caridade. Est dignidade chi incontrat dignidade.
Chie retzit abbàssat sos ojos pro s'emotzione, non pro sa bregùngia. Ca ischit chi no li sunt faghende unu favore: li sunt nende "ses parte de nois, sa pèrdida tua est sa nostra".
Sos pastores sardos non han mai tènnidu meda. Tenent su bentu, sas pedras, sa fadiga chi cummintzat prima de s'arvèschida. Pro custu ischint ite balet a beru: si tenes tottu pro tene, non tenes nudda. Si cumpartzis su pagu chi tenes, tenes una comunidade.
Oe non si donant prus bèrbeghes che a bolta, ma Sa Paradura est galu biva. Donzi borta chi s'azuat chentza pedire nudda in càmbiu.
Est umiltade. Est coro. Est Sardigna.

In Campidanese

Non ddoi est cuntrattu. Non ddoi est publitzidadi. Non ddoi est orgollu.
Ddoi est un'òmini chi at pèrdiu totu. Una stasoni mala, un'incèndiu, unu brebei malàdiu. Istat in silèntziu innantis de s'ovili bòidu.
E apustis arribant. Unu apustis de s'àteru.
Nisciunu fueddat meda. Is pastoris sardus funt genti de pagu fueddus. Donniunu lassat calincuna cosa: un'anioneddu, una forma de casu, is manus po una dii de traballu. Senza ddu fai pesai.
Si narat Sa Paradura.
Non est limòsina. Est dignidadi chi incontrat dignidadi.
Cui arrcit calat is ogus po s'emotzioni, non po sa bregùngia. Ca scit chi non ddi funt fendi unu favori: ddi funt nendi "fas parti de nosu, sa pèrdida tua est sa nosta".
Is pastoris sardus non ant mai tènnidu meda. Tènint su bentu, is perdas, sa fadiga chi cummintzat innantis de s'arbèsci. Po custu scint ita balit a beru: si tenis totu po tui, non tenis nudda. Si cumpartzis su pagu chi tenis, tenis una comunidadi.
Oi non si donant prus brebeis comenti una borta, ma Sa Paradura est ancora bia. Donni borta chi s'azudat chentza pediri nudda in càmbiu.
Est umilidadi. Est cori. Est Sardìnnia.

Amori e Incantesimi film- recensione

Le sorelle Sally e Gillian Owens nascono in una famiglia di streghe con una maledizione: ogni uomo che le ama è destinato a morire. Una cresce cercando una vita normale, l'altra scappando. Ma quando il passato bussa alla porta, le due devono tornare nella casa delle zie e unire la magia per proteggersi.
La storia (senza spoiler) - 2026:
Venticinque anni dopo, Sally è madre.

La figlia maggiore Kylie inizia a manifestare poteri più oscuri e curiosando tra vecchi diari di famiglia porta alla luce un segreto sulle origini della maledizione. Per salvarla, tre generazioni di donne Owens dovranno viaggiare fino a dove tutto è iniziato.
Il primo è una coccola autunnale, il secondo è una storia di eredità e sorellanza. Insieme mostrano come la magia più potente resti sempre quella di famiglia.

venerdì 11 settembre 2026

Non è da dove vieni, ma come vivi!

Tante volte sento dire "delinquono di più" gli stranieri. E mi sono chiesta: è vero?
Allora sono andata a guardare, non le chiacchiere, ma i numeri dell'ISTAT e del Ministero.
Cosa ho scoperto? Che non è da dove vieni, è come vivi.
Chi è qui regolare, con un lavoro, una casa, i figli a scuola, ha praticamente lo stesso tasso di reati di noi italiani. Un po' più alto, sì, ma quasi uguale.
Chi invece vive senza niente, senza un permesso, senza lavoro, senza una casa, senza futuro, è quello che finisce molto più spesso nei guai. E fa sollevare tutte le statistiche.

In fondo lo sappiamo anche noi: sa povertà fa male a tutti. Ti toglie la calma, la dignità, le scelte.
Allora cosa si può fare per rimediare, davvero?
Non urlarsi addosso. Tre cose semplici:
1. Più lavoro regolare, meno irregolarità. Un contratto è il miglior antifurto che esista.
2. Più scuola e lingua italiana. Se ci capiamo, ci rispettiamo di più.


3. Più case e accoglienza vera, non parcheggi. Nessuno diventa onesto vivendo per strada.
Non è questione di essere buoni. È questione di essere intelligenti. Più regolarità = più sicurezza per tutti noi.
E voi che ne pensate?

giovedì 10 settembre 2026

MENTRE SOPPORTIAMO, NON CAMBIA LUI. CAMBIAMO NOI.

In questi giorni di violenza forte contro le donne, mi si stringe il cuore. Troppe donne sono cadute per mano di coloro che dicevano di amarle, dimostrando il contrario!
Un'altra ragazza di 34 anni. Lui non accettava un rifiuto.
Di urla nei palazzi ne ho sentite tante. Di donne di 55 anni urlate in casa propria, di mariti che non intervengono, di palazzi interi che fanno finta di non sentire.
E mi sono fatta una domanda: perché diamo sempre ragione a chi urla più forte? Perché ci abituiamo?
Oggi voglio dire una cosa alle donne più giovani, con le mie parole:
MENTRE SOPPORTIAMO, NON CAMBIA LUI. CAMBIAMO NOI.
Cambiamo noi che ci spegniamo.
Che iniziamo a credere che ce lo meritiamo.
Che pensiamo che sia normale avere paura in casa propria.

Non lo è.
L'amore non ti fa paura.
L'amore non ti dice "sei mia".
L'amore non diventa feroce quando gli dici "ti lascio".
Se diventa feroce, non è mai stato amore. Era possesso.
Se stai sopportando urla, offese, controlli, non aspettare che passi da solo. Non passa.
Parlane. Con una vicina, con un'amica, con tua sorella.
E se non puoi parlarne con nessuno, chiama il 1522. È gratuito, ci sono donne dall'altra parte che ti credono.
Nessuna di noi deve pagare con la vita il prezzo di un NO.

domenica 6 settembre 2026

L’assistente mortuaria - anatomia di un incubo

Mi aspettavo un film sul lavoro vero in sala mortuaria, invece è solo una notte di fantasmi e demoni in un obitorio. 90 minuti che potevano parlare di rispetto per i corpi e diventano l'ennesima storia di possessione. Peccato, l'idea era buona. 
Ma perché i film sono così vuoti di contenuti?

Secondo me sono tre cose messe insieme:
1. Nascono già come videogiochi o TikTok. Come quello che ho visto io,  prima è un videogioco dove devi solo sopravvivere una notte, poi ci appiccicano un film sopra. Non c'è una storia scritta per il cinema, c'è un'ambientazione che deve fare paura ogni 3 minuti.

2. I registi e gli sceneggiatori hanno paura di osare. Prima un film poteva dire qualcosa di scomodo, sporco, umano. Adesso devono piacere a tutti, in tutto il mondo, non offendere nessuno, passare la censura di 5 paesi diversi. Risultato: tolgono tutto quello che è succulento e resta il brodino.
3. Costano poco e li devono fare in fretta. Horror e thriller sono i più facili da fare con pochi soldi: un posto solo, luci basse, qualche trucco. Ma senza uno sceneggiatore bravo, resta vuoto.

martedì 1 settembre 2026

L’Ichnusaite - il minerale più raro al mondo è sardo e si trova a Sarroch


L'ICHNUSAITE - Il minerale più raro al mondo è sardo e sta a 15 km da Cagliari. Se volete regalare alla vostra amata un anello davvero raro, dimenticate i diamanti e regalatele un gioiello  con ichnusaite sarda. È proprio con queste parole ironiche che Robert Hazen, ricercatore della Carnegie Instituyionb for Science di Washington, ha annunciato la sua scoperta durante la presentazione dell’ultimo studio scientifico sui minerali più rari della terra. L’Ichnusaite rientra tra i circa 2500 minerali più rari al mondo, categoria rispetto alla quale i diamanti appaiono decisamente più diffusi; tuttavia non potrà mai essere incastonata in un gioiello a causa della sua estrema fragilità e delle quantità minime in cui si trova.
Non sta in Siberia, in Sudafrica o su Marte. Sta a Punta de Su Seinargiu, Sarroch. E tutta la riserva mondiale conosciuta entra in un ditale.
Nel 2013 un team di mineralogisti italiani trova qualcosa che non era mai stato visto in natura. La località è una piccola vena di molibdeno e bismuto a Su Seinargiu.
I suoi scopritori sono Paolo Orlandi (Univ. di Pisa), Cristian Biagioni, Luca Bindi (Univ. di Firenze) e Fabrizio Nestola (Univ. di Padova). Nel 2014 pubblicano tutto su American Mineralogist. 
Nel 2016 la Mineralogical Society of America lo incorona: è il n.1 tra i 2.550 minerali più rari mai censiti sulla Terra. Più raro e più "prezioso" del diamante, proprio per la quantità infinitesimale.
Il nome? Ichnusaite, da Ichnusa / Ichnussa, il nome che i Greci davano alla Sardegna perché la vedevano come l'impronta di un piede.
Insieme a lui, nello stesso buco, è nata sua sorella: la Nuragheite Th(MoO4)2·H2O — anche lei trovata solo lì. 

Perché solo in Sardegna?
Non è magia, è geologia. Per formarsi serve una combinazione quasi impossibile:
 •  molibdenite che si altera in ambiente basico e libera molibdeno
 •  xenotime-(Y) corrosa che libera torio
 •  fluidi idrotermali caldi, ricchi di elementi rari, che circolano in micro-cavità 
Solo a Su Seinargiu queste tre condizioni si sono incontrate nello stesso momento. Ad oggi, in nessun altro posto al mondo è mai stato ritrovato.
Come appare:
Dimenticate le gemme da anello. L'ichnusaite è:
 •  incolore, trasparente, tabulare
 •  fragilissimo, con sfaldatura perfetta
 •  lungo fino a 200 micron, un quinto di millimetro
 •  lucentezza perlacea-adamantina
 •  solubile in acqua, sensibile alla luce. Densità e proprietà ottiche non sono nemmeno misurabili per la quantità troppo piccola. 
A cosa serve? Si può usare?
Qui sfatiamo un mito: NO, non è un gioiello, non si indossa, non si vende.
È un minerale radioattivo naturale (contiene torio) e così delicato che si dissolve. Non si lavora come una pietra.
Il suo vero utilizzo è scientifico:
"porta nuova comprensione sulla cristallochimica dei molibdati attinidi, che possono formarsi durante l'alterazione del combustibile nucleare esaurito e influenzare il rilascio di radionuclidi in condizioni di stoccaggio" 
In pratica, studiando come la natura ha "imprigionato" il torio a Sarroch, capiamo come contenere meglio le scorie nucleari nei depositi.
Non si taglia, non si lucida. Si conserva in contenitori sigillati, al buio, in musei universitari e si studia solo con micro-diffrazione a raggi X.
La Sardegna ha mare, sole, nuraghi e l'impossibile: il minerale più raro del pianeta.