A Kyoto ho visitato uno dei luoghi che più invitano alla riflessione: il tempio Ryoan-ji, famoso per il suo giardino zen. Un rettangolo di ghiaia rastrellata e quindici rocce disposte con cura, in modo che da qualsiasi angolazione se ne possano vedere solo quattordici. La quindicesima appare solo quando si è “illuminati”, dicono. È un mistero semplice e profondo insieme, che invita a fermarsi e a osservare in silenzio. E quel silenzio... parla.
Dal silenzio, poi, sono passata al movimento e alla meraviglia: il Parco delle Scimmie di Iwatayama, sempre a Kyoto. Dopo una salita tra il verde, si arriva in cima a una collina dove decine di macachi vivono liberi. È stato bellissimo osservare le scimmie da vicino, i loro gesti, le attenzioni reciproche, il loro mondo fatto di gerarchie, cure e piccoli furti di cibo. Con il Monte Arashiyama e Kyoto sullo sfondo, l’esperienza è diventata indimenticabile.
Ryoan-ji è uno dei templi zen più affascinanti di Kyoto, famoso per il suo giardino di pietra minimalista, simbolo di contemplazione e mistero. Le 15 pietre del giardino, disposte su un letto di ghiaia bianca rastrellata con cura, non si possono vedere tutte insieme da nessun punto: un invito alla riflessione sul limite e sulla prospettiva. Il silenzio è quasi sacro e ci si sente piccoli davanti a tanta semplicità carica di significato.
A pochi chilometri da lì, un’esperienza del tutto diversa ma ugualmente memorabile: il parco delle scimmie di Arashiyama (Iwatayama Monkey Park). Dopo una bella salita nel verde, si arriva a una terrazza panoramica da cui si domina Kyoto, circondati da centinaia di macachi giapponesi in libertà. Non si toccano, non si dà loro da mangiare se non nelle aree apposite, ma si osservano da vicino… ed è bellissimo.
Due luoghi così diversi, ma entrambi parlano del rapporto profondo che i giapponesi hanno con la natura, il rispetto e l’osservazione silenziosa.












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