Dicembre, Madrid ed Elsa è una regista pubblicitaria che sta lavorando come una matta. Il telefono squilla: sua madre è morta durante il "ponte" di dicembre. Natale rovinato, da lì "Amarga Navidad".
Elsa non piange: invece di fermarsi, si butta ancora più a capofitto sul lavoro. Fuga in avanti. Almodóvar te lo fa capire subito: lei sorride, gira spot, ma ha gli occhi che sono spenti. È la sua corazza.
Primo attacco di panico: dopo giorni così, il corpo cede. Crollo in ufficio. Il dottore le dice "stop, ti prendi un periodo". Lì capisci che Bonifacio, il compagno, è la sua "tavola di salvataggio".
La fuga a Lanzarote: Elsa decide di scappare dall’inverno e dal dolore. Parte con l’amica Patricia. Bonifacio resta a Madrid a lavorare. Questo distacco è importante per tutto il film.
Trucchetto di Almodóvar: Mentre Elsa va a Lanzarote, ti presentano già Raúl, il regista in crisi. Non capisci perché... ma lui sta iniziando a scrivere un film proprio su una donna come Elsa. Inizio del gioco degli specchi.
Tra l’inizio e “Elsa ricoverata”:
Elsa scappa a Lanzarote con Patricia per staccare da Madrid e dal dolore. Bonifacio resta lì.
A Lanzarote lei finge che vada tutto bene. Ride, fa foto, ma la testa le martella. È il lutto che non ha elaborato.
I mal di testa fortissimi sono riconducibili al suo corpo che non riesce ad elaborare il lutto e che vorrebbe urlare quello che lei non dice a voce. Almodóvar usa il fisico per parlare dell’anima. Crolla e finisce in ospedale lì sull’isola.
Perché è importante questa scena?
È il punto di svolta. Finché sta a Madrid finge di essere forte. In ospedale crolla la maschera. Lì Bonifacio corre da Madrid, lì conosce meglio Patricia... e lì Raúl, il regista, inizia a "scrivere" questa scena nel suo copione.
Tu vedi Elsa in ospedale come spettatrice. Ma contemporaneamente c’è Raúl che la immagina e la scrive. Per questo poi ti domandi: è successo davvero o l’ha inventato lui?
Da lì in poi è tutto un gioco di specchi tra Elsa vera e Elsa scritta da Raúl. Per ora mi fermo qui, non vorrei spoilerare troppo, non sarebbe giusto per chi deciderà di vedere il film di Almodovar!





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