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giovedì 15 gennaio 2026
Borsa in tessuto sardo
Tempo fa ho comprato tanti tipi di tessuto sardo, in diversi colori così per Natale ho deciso di fare qualche borsa dove infilare dentro i vari regali. Ho iniziato per tempo a tagliare le varie parti per poi assemblarle. Ho preparato i due manici larghi 14 cm. che ho piegato due volte nella stoffa, in modo da dare spessore agli stessi della lunghezza che va bene a voi, circa 50 cm.; poi ho ritagliato due rettangoli per il corpo della borsa di cm. 50X40; ho voluto foderare anche l’interno delle borse quindi ho dovuto scegliere una fantasia appropriata che riprendesse anche qualche colore della stoffa esterna in cotone leggero ed ho ritagliato altri due rettangoli di uguale misura dei precedenti. .
Ho unito i rettangoli a due a due, ho steso il lavoro sul tavolo mettendo i tessuti dritto contro dritto, dentro avrò lasciato i manici, in maniera che una volta rivoltato il tessuto, venissero fuori per il verso giusto, nel caso fate le prove prima di cucire, ed inizio a cucire tutto intorno tranne una fessura lunga 10 cm. che mi consentirà di svoltare il tessuto al dritto. Ora devo piegare la borsa a metà e cucirla sui lati. La vostra borsa è pronta ma sarebbe meglio fare le cuciture laterali anche esterne.
Io per tenere la borsa più ordinata, ho cucito all’interno un bottone a pressione trasparente. Questa borsa é piaciuta alle persone a cui l’ho regalata che la usano anche per uscire, ma io le ho confezionate per fare shopping e per andare al mare.
lunedì 18 agosto 2025
Guida: come accorciare le maniche di una camicia di jeans: guida facile per principianti
Spesso capita di trovare una camicia perfetta, ma con le maniche troppo lunghe. Ecco come ho fatto io, per la prima volta, con la camicia in jeans celeste.
Materiali necessari:
- Camicia da accorciare
- Forbici da stoffa
- Macchina da cucire
- Spilli o mollette da sarta
- Metro da sarta
- Filo adatto al tessuto
Passo 1: Preparare la camicia.
Togli il polsino dalla manica, staccandolo con attenzione per non danneggiare il tessuto.
Passo 2: Misurare e tagliare.
Indossa la camicia o fai indossare al destinatario e misura la lunghezza desiderata della manica. Segna con gli spilli o il gesso da sarta. Taglia la stoffa in eccesso lasciando almeno 1 cm di margine per la cucitura.
Passo 3: Rifinire il bordo.
Piega il margine verso l’interno e fissa con gli spilli. Puoi passare un punto zig-zag per evitare che il tessuto si sfilacci.
Passo 4: Ricucire il polsino.
Riposiziona il polsino sulla manica e cucilo a macchina con cura. Passa più volte sulle zone di tensione.
martedì 18 aprile 2023
La Sardegna che non ti aspetti - Parte 4)
Proseguendo si incontrano sorgenti, ruscelli, stagni e dighe, ruderi medioevali in mezzo a tanta macchia mediterranea. Un parco che attira i turisti in bicicletta è quello di Porto Conte, col suo patrimonio ambientale unico; vicino ad Alghero, Porto Conte è immerso in 5000 ettari di verde.
E si, la Sardegna in sella regala agli amanti delle vacanze in bici, luoghi ricchi di bellezze naturalistiche, archeologiche e culturali per soddisfare le esigenze di colui che ha sete di conoscenze. La bici è perfetta per visitare anche la Penisola del Sinis, vicino a Cabras, dove i Giganti di Mont’e Prama interpretano un passato remoto antichissimo, eroico.
I panorami che si presentano sono da mozzare il fiato e mettono in evidenza come la Penisola si trovi incastonata tra due grandi stagni, noto habitat dei fenicotteri rosa, da noi chiamati "Sa Genti Arrabbia", la gente rossa, per il loro ingente numero ed il colore rosa intenso. Quel tratto di costa del Sinis è basso e sabbioso con la sabbia composta da innumerevoli quarzi rosa, come Is Arutas, da cui molti turisti amano portar via un ricordo, che amaramente vedono sottrarsi dal personale dell'aeroporto. Tutto il litorale è un sorvegliato speciale dalle vedette poste nelle torri spagnole. In un'altalena storica il turista si spinge verso l'VIII secolo a.C. arrivando fino alla punta meridionale della penisola dove sono ben visibili i resti della città di Tharros, un centro commerciale fondato dai fenici, importante prima per i cartaginesi e per i romani più tardi.
La Sardegna che non ti aspetti - Parte 2)
I cartaginesi una volta giunti in Sardegna, mirano sopratutto allo sfruttamento delle nostre miniere ed al controllo della pianura del Campidano. Ricordatevi che state pedalando su una terra che ha la forma dei vostri stessi sandali che i greci chiamano Sandiotis o Ichnusa, che ha dato il nome alla nostra birra cruda, col carattere della nostra terra, Ichnusa appunto.
Non sarà difficile adesso fermarvi davanti ad un panorama marino o montano e scommetto che a stento riuscite a trattenere la vostra emozione; cercate un bar e regalatevi un bel relax tra mare, monti e natura sorseggiando una fresca birra! Che ve ne pare? Guardate verso il mare ed immaginate di vedere arrivare le navi fenicie provenienti dalla striscia costiera a nord della Palestina e ad est del Libano; i fenici sono abili navigatori e commercianti; percorrono il Mediterraneo in lungo e in largo, con l’intento di scambiare i prodotti del loro fiorente artigianato, gioielli, ceramiche smaltate ed incise, stoffe di lino e di lana colorate con la porpora, di cui hanno il monopolio; essi la ottengono da un particolare tipo di conchiglia marina detta Murice che in Sardegna chiamiamo boccone; dal mollusco si ricava la Porpora Reale, sostanza dal colore violaceo, secreta da una ghiandola del mollusco ed usata appunto nella colorazione delle stoffe. Da un mollusco se ne può estrarre solo una goccia, il che rende la porpora molto preziosa; basti pensare all’Iliade, secondo cui solo le principesse potevano usare i veli di porpora ed è per questo che proprio la porpora è il simbolo della magnificenza imperiale. booking@dolcevitabiketours.com https://www.dolcevitabiketours.com/it/index.php
domenica 27 ottobre 2019
40 bottiglie di plastica per fare un posto a sedere
Bastano 40 bottiglie di acqua minerale color blu, stondate per fare un divanetto, una poltoncina od un puff comodo. Avevo tutte quelle bottiglie e mi dispiaceva buttarle, così ho deciso di riciclarle. Ho vuotato per bene tutte le bottiglie, ho tolto le etichette, le ho tappate bene fino all'ultimo giro e le ho messe insieme a quattrro a quattro, fermandole con due giri di nastro adesivo trasparente alto quanto il nastro color avana, un giro alla fine del collo ed uno a tre quarti dalla fine della bottiglia.
Ora è più facile fare una fila da otto ed ho nastrato anche quella. Insomma, alla fine mi sono ritrovata con cinque blocchi di bottigle da otto. Avevo in cantina un tappettino in gomma celeste che non usavo più da tanto, così ho deciso di riutilizzarlo ponendolo tra una fila e l'altra delle bottiglie di plastica, per attutire il rumore al momento della seduta. Ho messo uno strato anche sopra, ho nastrato il tutto e l'ho utilizzato. Volendo si possono aggiungere anche i braccioli inserendo due bottiglie per lato, ricordarsi di nastrare anche quelle. La seduta è pure comoda, perchè quando mi siedo sento che le bottiglie prendono la mia forma e quando mi rialzo, ritornano subito a posto.
Ora è più facile fare una fila da otto ed ho nastrato anche quella. Insomma, alla fine mi sono ritrovata con cinque blocchi di bottigle da otto. Avevo in cantina un tappettino in gomma celeste che non usavo più da tanto, così ho deciso di riutilizzarlo ponendolo tra una fila e l'altra delle bottiglie di plastica, per attutire il rumore al momento della seduta. Ho messo uno strato anche sopra, ho nastrato il tutto e l'ho utilizzato. Volendo si possono aggiungere anche i braccioli inserendo due bottiglie per lato, ricordarsi di nastrare anche quelle. La seduta è pure comoda, perchè quando mi siedo sento che le bottiglie prendono la mia forma e quando mi rialzo, ritornano subito a posto.
martedì 30 aprile 2019
Cuscino da viaggio - facciamo insieme la fodera
Tra qualche mese inizieremo a partire per le vacanze. Chi deciderà di andarci in aereo, chi in nave, chi in bus e chi in auto, comunque sia, non dimentichiamo di portare con noi, il cuscinetto salva collo che ci aiuterà a riposare più comodi negli spostamenti. Il cuscino da viaggio è stato inventato nel 1929 a forma di ferro di cavallo, con l'apertura centrale anteriore, così quando uno si addormenta per bene, gli casca la testa davanti e si sveglia di soprassalto! Basta mettere l'apertura centrale sul retro, in corrispondenza della schiena. Ricordiamoci che viaggiare comodi è il miglior modo per trascorrere bene il nostro viaggio.
Ho notato però che questi cuscini, vengono rifiniti con delle cuciture piuttosto spesse, pertanto fastidiose che raschiano la pelle del nostro collo, irritandola ed una volta addormenti non ci accorgiamo di nulla, solo al risveglio sono dolori! Un sistema semplice per rimediare al fastidio delle grosse cuciture del nostro cuscino da viaggio, è quello di rivestirlo in stoffa morbida. Si ritaglia la stoffa a forma di ferro di cavallo, sovrapponendo la doppia stoffa sul cuscino, lasciando un centimetro per le cuciture, sia nella parte interna al collo che in quella esterna e si cuce tutt'intorno; occorre lasciare solo un'apertura ampia per far entrare dentro la fodera, il cuscinetto gonfiato. Si deve cucire sul lato del rovescio, dopo aver fatto l'imbastitura. Finita la cucitura, si fa l'orlo alla parte che resterà aperta e la si dovrà chiudere con un fiocco o con un elastico. Con un piccolo accorgimento, il nostro cuscinetto da viaggio sarà molto più morbido e confortevole, buone vacanze a tutti!!.
martedì 23 aprile 2019
Costruiamo insieme un puff (o pouf) riciclando le bottiglie di plastica
Quest'ultimo anno mi sono avvicinata con tanto entusiasmo, al riciclo delle materie plastiche, quali bottiglie e flaconi di detersivi. Occorre che ci inventiamo tante idee per cercare di riutilizzare tutta la plastica che entra in casa nostra, sennò un domani finirà che dovremmo mangiarcela!!
Dopo aver preparato le tende per l'ufficio, i porta vasi ed i porta salviette, fiori ed animali, ho deciso di provare a fare un puff con l'anima di bottiglie in plastica. Ho tenuto da parte 12 bottiglie e le ho tagliate circa a metà, inserendo il collo al contrario, dentro la pancia della bottiglia.
Ho unito le bottiglie così rinforzate, a tre a tre col nastro adesivo trasparente ed alto quanto il nastro avana. Ho creato quattro gruppi da tre, ottenendo un parallelepipedo, ed ho nastrato il tutto per tenerlo ben fermo.
Essendo, il cubo ottenuto, molto rigido, per ammorbidirlo ho messo uno strato di gomma piuma, sopra, uno sotto ed un rettangolo tutt'intorno, tenendo il tutto unito, sempre col nastro adesivo alto, così come potete vedere dalle foto. La struttura non dovrebbe strisciare per terra per essere spostata, così ho pensato ad una piccola pedana con rotelle autobloccanti. L'ho presa rotonda, quella quadrata con gli spigoli era sconveniente!!
L'ho fissata con un elastico bello alto e forte. Infine con un tessuto elasticizzato, ho preparato il vestito, una lunga striscia a cui ho cucito il capello e giù l'ho fissata con l'elastico per rendere più compatto il cubo.
lunedì 11 febbraio 2019
Ricicliamo le bottiglie di plastica per fare le tende dello studio ed altri oggetti per rifinire contenitori ed altro
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| Base per la tenda d'ufficio |
Non sapevate che sono appassionata del riciclo e che non mi piace buttare le bottiglie ed i contenitori di plastica se so che posso riutilizzarli per creare altri oggetti che si rendono utili nella vita di tutti i giorni. In ufficio, per esempio, mi mancano un paio di tende che nascondano ciò che faccio agli occhi delle persone che spesso si affacciano nel palazzo di fronte.
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| Aggiungi didascalia |
Non volevo farle di stoffa ma di plastica, utilizzando i fondi delle bottiglie che se notate bene, hanno pressochè la forma di un fiore. Occorrono parecchie bottiglie, per fare cinque file per vetro, da metri 1.40 di altezza, e 0.50 di larghezza. Ho chiamato a raccolta i miei colleghi, che fanno la fila tutti i giorni per lascirmi le loro bottiglie, sia grandi che piccole, sul mio mobile.
Sono andata nel negozio cinese sotto l'ufficio e mi son procurata tre cutter per tagliare con un taglio netto e preciso tutte le bottiglie. Ho iniziato la settimana scorsa, ma non ho ancora finito. Sono a metà strada. Ho raccolto infatti la metà dei fondi delle bottiglie, regalando i tappi delle stesse alla mia collega che invece fa i tappeti ed i sottopentola o sotto piatti.
Li ho tenuti tutti in una borsa larga; ho procurato una pinza in cui ho incastrato la punta di una graffetta per carte che ho fatto surriscaldare nel fornello e con quella punta ho praticato un foro in alto al fiore ed uno in basso, nelle due estremità. Ho acquistato un rotolo di lenza di media grossezza e con la santa pazienza, ho infilato tutti i fondi di bottiglia, facendo passare la lenza sotto il fondo, non sopra, anche se trasparente, potrebbe vedersi il filo di lenza stesso. Ho usato solo le bottiglie trasparenti e quelle azzurre o celesti, per ottenere un buon colpo d'occhio. Una volta finiti tutti i fili, occorre fissarli uno ad uno nelle stecche che incastrerò nelle cornici dei vetri.![]() |
| porta penne ottenuti da flaconi di plastica |
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| campanelle fatte col collo delle bottiglie di plastica |
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| una ghirlanda con le campanelle che può essere colorata |
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| un portavaso ricavato da un flacone di plastica e come elemento decorativo una farfalla blu |
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| porta fiori con fiore fatto a fuoco |
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