L'ICHNUSAITE - Il minerale più raro al mondo è sardo e sta a 15 km da Cagliari. Se volete regalare alla vostra amata un anello davvero raro, dimenticate i diamanti e regalatele un gioiello con ichnusaite sarda. È proprio con queste parole ironiche che Robert Hazen, ricercatore della Carnegie Instituyionb for Science di Washington, ha annunciato la sua scoperta durante la presentazione dell’ultimo studio scientifico sui minerali più rari della terra. L’Ichnusaite rientra tra i circa 2500 minerali più rari al mondo, categoria rispetto alla quale i diamanti appaiono decisamente più diffusi; tuttavia non potrà mai essere incastonata in un gioiello a causa della sua estrema fragilità e delle quantità minime in cui si trova.
Non sta in Siberia, in Sudafrica o su Marte. Sta a Punta de Su Seinargiu, Sarroch. E tutta la riserva mondiale conosciuta entra in un ditale.
Nel 2013 un team di mineralogisti italiani trova qualcosa che non era mai stato visto in natura. La località è una piccola vena di molibdeno e bismuto a Su Seinargiu.
I suoi scopritori sono Paolo Orlandi (Univ. di Pisa), Cristian Biagioni, Luca Bindi (Univ. di Firenze) e Fabrizio Nestola (Univ. di Padova). Nel 2014 pubblicano tutto su American Mineralogist.
Nel 2016 la Mineralogical Society of America lo incorona: è il n.1 tra i 2.550 minerali più rari mai censiti sulla Terra. Più raro e più "prezioso" del diamante, proprio per la quantità infinitesimale.
Il nome? Ichnusaite, da Ichnusa / Ichnussa, il nome che i Greci davano alla Sardegna perché la vedevano come l'impronta di un piede.
Insieme a lui, nello stesso buco, è nata sua sorella: la Nuragheite Th(MoO4)2·H2O — anche lei trovata solo lì.
Perché solo in Sardegna?
Non è magia, è geologia. Per formarsi serve una combinazione quasi impossibile:
• molibdenite che si altera in ambiente basico e libera molibdeno
• xenotime-(Y) corrosa che libera torio
• fluidi idrotermali caldi, ricchi di elementi rari, che circolano in micro-cavità
Solo a Su Seinargiu queste tre condizioni si sono incontrate nello stesso momento. Ad oggi, in nessun altro posto al mondo è mai stato ritrovato.
Come appare:
Dimenticate le gemme da anello. L'ichnusaite è:
• incolore, trasparente, tabulare
• fragilissimo, con sfaldatura perfetta
• lungo fino a 200 micron, un quinto di millimetro
• lucentezza perlacea-adamantina
• solubile in acqua, sensibile alla luce. Densità e proprietà ottiche non sono nemmeno misurabili per la quantità troppo piccola.
A cosa serve? Si può usare?
Qui sfatiamo un mito: NO, non è un gioiello, non si indossa, non si vende.
È un minerale radioattivo naturale (contiene torio) e così delicato che si dissolve. Non si lavora come una pietra.
Il suo vero utilizzo è scientifico:
"porta nuova comprensione sulla cristallochimica dei molibdati attinidi, che possono formarsi durante l'alterazione del combustibile nucleare esaurito e influenzare il rilascio di radionuclidi in condizioni di stoccaggio"
In pratica, studiando come la natura ha "imprigionato" il torio a Sarroch, capiamo come contenere meglio le scorie nucleari nei depositi.
Non si taglia, non si lucida. Si conserva in contenitori sigillati, al buio, in musei universitari e si studia solo con micro-diffrazione a raggi X.
La Sardegna ha mare, sole, nuraghi e l'impossibile: il minerale più raro del pianeta.



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