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venerdì 31 luglio 2026

Viaggio in Cornovaglia- 16) St. Ives



Si capisce che St Ives è una località molto amata già sul treno da Penzance.
Alla stazione c’era una marea umana in attesa del treno,  poi, man mano che ci avviciniamo, tra gli alberi...
se sei seduto a destra vedi prima di tutti le spiagge: lunghe, distese di sabbia bianca.
E quel mare turchese che si confonde col cielo.
Arrivi e ti accolgono le casette colorate arrampicate sulla collina, tutte strette tra loro come a proteggersi dal vento. Sotto, il porto con le sue barche arenate dalla bassa marea, altre che dondolano piano sulla poca acqua rimasta, tutto intorno profuma di sale e di corde bagnate.

















La pioggia di stanotte ha lavato tutto. Adesso sta tornando il sole e mi dà tregua.
Flat white caldo tra le mani, tavolo con vista conquistato a forza di sguardi,
e la marea che piano risale.
Nel pomeriggio visita alla Tate St Ives, la "sorella" della Tate di Londra. Stessa arte, ma con la luce della Cornovaglia che entra dalle finestre.  
In mostra c’è Kasuba: lavora con la stoffa, e i suoi tessuti sembrano prendere il vento e i colori del mare.

Viaggio in Cornovaglia - 15) Pensance e le fabbriche di stagno

 

Per 300 anni in Cornovaglia la vita girava intorno a una parola: stagno. 
I minatori scendevano prima dell’alba. Le donne lavavano il minerale nei 'buddles'. I bambini portavano il pranzo ai padri giù in galleria. 
Tutti avevano le mani nere e il sale sulla pelle.
"Bal maidens" erano le donne che lavoravano fuori a selezionare lo stagno, portavano  le gonne lunghe ed avevano le mani d’acciaio.












Le gallerie sotto il mare a Geevor e Levant, si scavavano 500 metri sotto l’Atlantico. Si sentiva il mare sopra la testa.
Le engine house, ogni villaggio aveva la sua torre. Il fischio della sirena segnava l’inizio e la fine del turno.
Poi nel 1985 tutto è crollato. Il prezzo dello stagno è precipitato. 
Una dopo l’altra le miniere hanno spento i motori. South Crofty ha chiuso nel 1998, Geevor nel 1991. 
In un anno un’intera comunità ha perso il lavoro, l’identità, il rumore.
Oggi quelle torri imponenti che ho visto sono vuote ma non morte. 













Sono musei dove gli ex minatori raccontano. Sono patrimonio UNESCO. Sono casa di licheni rari e di vento. 
Rappresentano la fine di un’epoca... e l’inizio di un’altra storia. Quella che noi guardiamo.
Lo stagno ha costruito la Cornovaglia e la Cornovaglia ha costruito le persone. 
Ho camminato tra le engine house di Penzance e ho pensato ai turni, al fischio, alle mani nere. 
Poi è arrivata la crisi, poi il silenzio. 
Oggi queste pietre parlano. E noi ascoltiamo.
La crisi dello stagno è stata un colpo durissimo per la Cornovaglia.
Non è arrivata da un giorno all’altro. È stata una bomba a orologeria di 10 anni.
Il problema di fondo: troppo stagno nel mondo.
Negli anni ‘70-‘80 Malesia, Brasile, Thailandia e Indonesia producevano stagno a costi bassissimi. Minato a cielo aperto, con mano d’opera economica.
La Cornovaglia invece aveva miniere vecchissime, profonde, sotto il mare. Costavano un’enormità da tenere aperte.
Dal 1956 c’era stato un accordo tra i paesi produttori per tenere il prezzo dello stagno "stabile". L’IT A comprava stagno quando il prezzo scendeva troppo, e lo rivendeva quando saliva.
Funzionava... fino a quando nel 1985 i fondi dell’accordo sono finiti. Non avevano più soldi per comprare stagno e tenere su il prezzo.
Il 24 ottobre 1985 l’IT A è fallita. Boom.
Il prezzo dello stagno è crollato del 50% in una settimana. Da 17.000£ a tonnellata a 7.000£.
Da quel giorno non è più risalito.
Con prezzi così bassi, tenere aperta una miniera profonda come *South Crofty* o *Geevor* non aveva più senso.
1985-1990 chiudono decine di miniere piccole; 
1991 chiude *Geevor*, l’ultima grande miniera di stagno costiera
1998 chiude anche *South Crofty*, l’ultima miniera di stagno d’Europa
In 13 anni è sparito un lavoro che durava da 4000 anni. Migliaia di persone senza lavoro. Villaggi interi svuotati.
La crisi non è iniziata in Cornovaglia. È iniziata in una stanza a Ginevra nel 1985, quando è fallito l’accordo che teneva su il prezzo dello stagno.
Il giorno dopo, le torri di Penzance hanno smesso di fumare.
In Sardegna la crisi delle miniere è arrivata per gli stessi motivi: costi alti + concorrenza estera + prezzo dei metalli.

Viaggio in Cornovaglia - 14) Sennen


Sennen ha una storia tutta di mare, pescatori e naufragi.






















Sennen Cove è sempre stato un piccolo villaggio di pescatori. Le barche venivano tirate a mano sulla spiaggia di Whitesands Bay perché non c’è un vero porto riparato. Ancora oggi vedi quel ritmo lento e la Lifeboat Station in funzione.
St. Sennen Church risale al XIII secolo. È dedicata a San Sennen, un santo locale. È fatta in pietra a vista tipica della Cornovaglia e per secoli è stata il punto di riferimento per i pescatori che partivano e tornavano.
Essendo il punto più a ovest della Cornovaglia, vicino a Land’s End, queste coste erano temutissime dai marinai. Neve, nebbia e scogli = tanti naufragi. Per questo nel 1853 è stata fondata la *Sennen Cove Lifeboat Station*. I volontari della RNLI salvano vite ancora oggi.
Sennen fa parte dell’area della *Cornish Mining World Heritage Site*. Poco a fianco c’è *Cape Cornwall* con il suo camino-monumento, simbolo dell’epoca in cui qui si estraeva rame e stagno.
"Sennen" viene proprio da San Sennen. Il villaggio è cresciuto attorno alla chiesa e alla caletta.
Oggi Sennen è famosa più per il surf e le spiagge bianche di Whitesands e Gwynver, ma sotto resta quel carattere duro da avamposto di pescatori sull’Atlantico.
Ti immagini i pescatori di 200 anni fa che rientravano con la barca a mano e poi andavano a messa a St. Sennen?
Quelle coste hanno storie che fanno venire i brividi 
Sennen e Land’s End sono chiamate "la tomba dei marinai" proprio perché l’Atlantico sbatte qui senza niente che lo fermi.
 I Longships e le Seven Stones.
Proprio al largo di Land’s End ci sono gli scogli dei Longships e il banco delle Seven Stones. Per secoli le navi li hanno centrati in piena nebbia. Si racconta che i fari non bastavano e che i relitti affioravano con la bassa marea. Ancora oggi i pescatori di Sennen dicono che "il mare tiene i segreti".
Nel 1700 si diceva che in alcune calette della Cornovaglia, Porthgwarra e dintorni, accendessero fuochi falsi per attirare le navi sugli scogli e poi saccheggiare il carico. A Sennen non è mai stato provato, ma la fama è rimasta. Il villaggio invece è sempre stato famoso per il contrario: la *Lifeboat Station* del 1853, nata proprio per salvare e non per rubare.
Una storia che raccontano i vecchi del posto: nelle notti di tempesta si vedrebbe una sagoma di veliero senza luci che passa davanti a Sennen Cove e poi sparisce verso Land’s End. Nessuno sa di che nave si tratti! Dicono sia l’anima di un vascello perso durante una tempesta di gennaio.
Nelle giornate di mare calmo, sott’acqua vicino a Gwynver e Whitesands, si sentirebbe il suono di campane. Sarebbero le campane delle chiese sommerse insieme alle navi. I pescatori di Sennen ci scherzano: "sono i santi che suonano per farci tornare a casa".
Per questo la chiesa di *St. Sennen* era così importante: prima di partire tutti lasciavano una preghiera lì. E quando tornavano sani e salvi, tornavano a ringraziare.
Il mare qui è bellissimo ma non perdona. È per questo che Sennen ha quel mix di spiaggia da paradiso e rispetto profondo per l’oceano.