Allora sono andata a guardare, non le chiacchiere, ma i numeri dell'ISTAT e del Ministero.
Cosa ho scoperto? Che non è da dove vieni, è come vivi.
Chi è qui regolare, con un lavoro, una casa, i figli a scuola, ha praticamente lo stesso tasso di reati di noi italiani. Un po' più alto, sì, ma quasi uguale.
Chi invece vive senza niente, senza un permesso, senza lavoro, senza una casa, senza futuro, è quello che finisce molto più spesso nei guai. E fa sollevare tutte le statistiche.
In fondo lo sappiamo anche noi: sa povertà fa male a tutti. Ti toglie la calma, la dignità, le scelte.
Allora cosa si può fare per rimediare, davvero?
Non urlarsi addosso. Tre cose semplici:
1. Più lavoro regolare, meno irregolarità. Un contratto è il miglior antifurto che esista.
3. Più case e accoglienza vera, non parcheggi. Nessuno diventa onesto vivendo per strada.
Non è questione di essere buoni. È questione di essere intelligenti. Più regolarità = più sicurezza per tutti noi.
E voi che ne pensate?




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