Buongiorno Rita!
Tre anni fa, ho fatto le valigie e mi sono trasferita a New York con la mia famiglia per contribuire allo sviluppo di Yuka negli Stati Uniti. All'inizio pensavo di fermarmi solo un anno. Tre anni dopo, sono ancora qui 😅
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COSA MI PIACE DI PIÚ DI NEW YORK ❤️
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Quello che amo di New York è la sua grande energia.
New York è una città in continuo movimento. Succede sempre qualcosa: puoi scoprire nuovi posti, vivere esperienze inaspettate, incontrare persone interessanti o lasciarti guidare dalle tue ispirazioni.
È una metropoli incredibilmente viva. E per una persona come me, che fa fatica a stare ferma, devo ammettere che è l’ideale 😄
A New York tutto sembra possibile. L’energia della città ti spinge a osare: mandare un messaggio, creare l'occasione per un incontro o semplicemente provare.
Mi ha colpito molto la facilità con cui si creano nuove relazioni. Quando sono arrivata, non conoscevo nessuno negli Stati Uniti, e Yuka era ancora poco conosciuta. Eppure, nel giro di poco tempo, ho potuto conoscere persone straordinarie: scienziati, responsabili di importanti associazioni e manager di grandi aziende e organizzazioni.
Qui tutto può succedere molto in fretta. Mi ha davvero colpito quanto sia facile entrare in contatto anche con grandi personalità.
Apprezzo anche il modo in cui si svolgono le riunioni. Le persone vanno subito al sodo, le conversazioni sono spesso molto concrete e più informali. C’è una maggiore consapevolezza di quanto il tempo di ciascuno sia prezioso, e questa efficienza mi piace molto.
Sul piano personale, adoro il fatto che New York sia una città a misura di bambino. Quando si hanno dei figli piccoli, è qualcosa che fa davvero la differenza.
In quasi tutti i ristoranti, ci sono seggioloni, menù per bambini e, a volte, anche matite per colorare. E soprattutto, nessuno ti guarda male se tuo figlio parla un po’ troppo forte o fa cadere la forchetta per la terza volta.
Le aree giochi per bambini (playgrounds) sono favolose e presenti ovunque. Sono spesso grandi, ben organizzate e con giochi adatti a tutte le età. Alcune sembrano dei parchi divertimento all’aperto, ma gratuiti. È davvero fantastico!
Adoro anche la gentilezza e la spontaneità della gente. A New York può capitare che qualcuno ti fermi per strada solo per dirti che gli piace la tua maglietta, i tuoi orecchini o le tue scarpe. Dopo aver vissuto a Parigi, devo dire che mi sembrava strano all’inizio 😂 Ora invece sono io a fare lo stesso per chiedere alla gente dove ha comprato la borsa o la giacca!
Anche la diversità culturale di questa città è incredibile. Per strada, in metropolitana, al parco, si parla qualsiasi lingua. Puoi incrociare persone provenienti da ogni parte del mondo, con storie, accenti e culture completamente diversi. Questa diversità è parte integrante dell’identità di New York e un’immensa ricchezza.
E poi, qui si può tranquillamente uscire in pigiama o minigonna: nessuno ci fa caso. Questa libertà di essere se stessi è piuttosto unica.
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COSA MI PIACE MENO DI NEW YORK 😬
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New York non è ovviamente la città perfetta.
Ti dà una carica incredibile, ma ti chiede in cambio tantissime energie. La vita quotidiana qui è spesso molto intensa, a volte perfino stancante.
Intanto, New York è sporca. Davvero sporca. I sacchi della spazzatura ammassati sui marciapiedi, i rifiuti sparsi per strada e maleodoranti durante l’estate…
Poi c’è il rumore. I clacson, i lavori in corso e, ovviamente, le sirene dei pompieri! Perché sono così assordanti? Per me resta ancora un mistero.
C’è anche un altro aspetto che, dopo tre anni, mi colpisce ancora: la grande diffusione degli oggetti usa e getta. Gli imballaggi monouso sono davvero ovunque. Anche in una piccola caffetteria, spesso ti servono il caffè in un bicchiere usa e getta con un coperchio di plastica, anche quando lo bevi sul posto.
La quantità di rifiuti inutili che viene prodotta mi sembra davvero enorme.
E poi c’è un argomento impossibile da evitare quando si parla di New York: il costo della vita. Qui è tutto caro: l’affitto, la spesa, le uscite, le attività per i bambini… Andare al cinema in quattro può costare fino a 100 dollari. Inutile dire che spesso preferiamo organizzare una serata cinema a casa!
Anche fare la spesa può diventare complicato per chi cerca di mangiare bene. Le alternative sane sono molto più difficili da trovare e spesso anche più costose. Inoltre, il numero medio di additivi presenti nei prodotti è da record.
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Anche conciliare lavoro e vita familiare qui richiede una buona dose di organizzazione. La scuola finisce presto, verso le 14:30, per cui bisogna prevedere soluzioni (a pagamento) per il pomeriggio con le attività di doposcuola (after-school).
È in questi momenti che mi pesa di più non avere la famiglia vicino: non poter chiamare i nonni per chiedere una mano né avere qualcuno su cui contare quando serve… Rispetto alla vita che facevamo in Francia, è stato un vero cambiamento, e un carico mentale in più nella vita di tutti i giorni.
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Se questi tre anni a New York sono stati molto intensi e ricchi di esperienze sul piano personale, lo sono stati ancora di più per Yuka.
Quando sono arrivata a New York tre anni fa, Yuka contava circa 9 milioni di utenti negli Stati Uniti. Oggi siamo arrivati a quasi 30 milioni 🤩
E la cosa di cui vado più fiera è che questa crescita è avvenuta grazie soltanto al passaparola e alla visibilità ottenuta sui media. Non abbiamo mai investito un dollaro in pubblicità per farci conoscere, a parte un test con un cartellone pubblicitario… che, devo dire, non ha portato praticamente a nulla 😅
All’inizio, quando parlavo di Yuka con gli americani, quasi nessuno conosceva l’app. Oggi, più di una volta su due, le persone mi rispondono che la conoscono, la usano e, a volte, che non possono farne a meno! Devo dire che sento sempre una punta di orgoglio quando me lo dicono.
E questo cambiamento è evidente. Tre anni fa, nei supermercati, mi capitava raramente di vedere qualcuno scansionare dei prodotti. Oggi invece succede sempre più spesso. Ogni volta cerco discretamente di dare un occhiata per capire come le persone usano l’app nella vita reale 👀
Anche i media hanno avuto un ruolo importante in questa crescita. Yuka ha ricevuto un’importante copertura mediatica negli Stati Uniti, con articoli sul Wall Street Journal, sul Washington Post e sul New York Times.
E poi ci sono state alcune sorprese, come quando personalità di spicco come Dua Lipa hanno spontaneamente parlato di Yuka, senza che chiedessimo nulla. In momenti come questo, vediamo il numero di utenti crescere a vista d’occhio, e spesso ci vuole un po’ per capire come mai 😱!
Da parte mia, questi anni negli Stati Uniti mi hanno fatto uscire dalla comfort-zone.
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Al di là della notorietà, questi tre anni ci hanno permesso soprattutto di costruire una presenza solida negli Stati Uniti. Abbiamo creato una vera rete di relazioni con alcune delle principali associazioni americane, tra cui Consumer Reports e EWG, che da anni lavora sui temi della salute ambientale. Cerchiamo di unire le forze con queste realtà per far avanzare le cose qui negli Stati Uniti!
Più conosco il mercato americano, più mi rendo conto di quanto Yuka possa avere un ruolo importante da svolgere. Ed è proprio questo che rende il viaggio così entusiasmante: c’è ancora tantissimo da fare! E vedere che Yuka sta trovando, passo dopo passo, il suo spazio qui negli Stati Uniti ci spinge a continuare ⚡️
Questi tre anni a New York sono stati intensi, a volte anche spiazzanti, ma di una ricchezza incredibile.
La Francia, ovviamente, mi manca tantissimo. Mi mancano la mia famiglia, i miei amici… e, naturalmente, il formaggio 🧀
Ma quando ripenso alla strada fatta in questi tre anni, mi rendo conto che, almeno per ora, il mio posto è qui. Sono convinta che Yuka abbia un vero ruolo da giocare negli Stati Uniti e sento di poter dare ancora tanto.
Grazie di essere al nostro fianco in questa avventura ❤️
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