Sirat, un film che mi ha colpito, ambientato nel deserto del Marocco, durante un rave psichedelico dal ritmo ipnotico, che sembra non finire mai.
Una storia intensa, dove il protagonista – un padre disperato – si mette in viaggio con il figlio e il cagnolino alla ricerca della figlia teenager scomparsa.
Il contrasto tra lui e l’ambiente che lo circonda è fortissimo: tatuaggi, droghe, musica martellante… e in mezzo a tutto questo, un ragazzetto assennato, fuori luogo ma lucido, che accompagna il padre nella sua missione.
Il contrasto tra lui e l’ambiente che lo circonda è fortissimo: tatuaggi, droghe, musica martellante… e in mezzo a tutto questo, un ragazzetto assennato, fuori luogo ma lucido, che accompagna il padre nella sua missione.
Un film che mescola dolore, amore genitoriale e perdita, in un contesto caotico e surreale. Sirat colpisce per la fotografia, il paesaggio, ma soprattutto per il suo messaggio.





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