Durante il mio soggiorno in un ryokan a Kanazawa, ho vissuto una di quelle esperienze che non si dimenticano: una cena kaiseki, l'arte culinaria giapponese elevata a cerimonia.
Portata dopo portata, come piccole opere d’arte, mi sono trovata immersa in un mondo fatto di delicatezza, rispetto per la stagionalità, e cura infinita del dettaglio.
Dal polpo fritto al sashimi di kingfish e calamaro, dallo stufato di anatra in stile jibu alla yuba al vapore con anguilla di mare… ogni assaggio era un invito a rallentare, osservare, ascoltare.
Dal polpo fritto al sashimi di kingfish e calamaro, dallo stufato di anatra in stile jibu alla yuba al vapore con anguilla di mare… ogni assaggio era un invito a rallentare, osservare, ascoltare.
Ogni piatto raccontava la regione, la stagione, la mano attenta dello chef. Persino il budino al mango finale aveva qualcosa di poetico.
Non era solo cibo: era silenzio, armonia, bellezza. Una cena che sembrava non finire mai, ma che non avrei mai voluto finisse.







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