Tra le dolci colline ai piedi del Monte Fuji, ho scoperto Oshino Shibokusa, un piccolo villaggio rurale che profuma di legno, natura e silenzio. Poco distante, si trova Oshino Hakkai, un complesso di otto laghetti vulcanici alimentati da acque sorgive che filtrano da secoli attraverso le rocce del Fuji.
L’acqua è così limpida da sembrare vetro liquido, e ogni laghetto è diverso, con pesci colorati, ponticelli in legno e piccole preghiere appese accanto. La calma che si respira lì è profonda: ti invita a rallentare, osservare, e semplicemente essere.
Passeggiare tra le casette con i tetti in paglia, tra fiori selvatici e mulini ad acqua, è stato come attraversare un dipinto antico. Ho assaggiato il tofu fresco, ho bevuto acqua direttamente da una delle fontane e l’ho trovata più pura di qualsiasi altra. In quei luoghi, il tempo sembra avere un altro sapore più autentico, più vero.
Gli otto stagni che formano l’area di Oshino Hakkai sono diventati il fiore all’occhiello di questa area, e se per tanti anni sono stati venerati dai locali e da coloro che si cimentavano nella scalata del Monte Fuji, oggi sono perlopiù un’attrattiva turistica.
Gli stagni sono alimentati dalla neve che si scioglie dal Monte Fuji e che filtra attraverso strati porosi di lava, con il risultato di un’acqua limpidissima ed estremamente pulita, tanto da bere direttamente dalla sorgente.
Nell’antichità coloro che si avventuravano sul Monte Fuji usavano farsi il bagno in uno degli otto stagni come rituale di purificazione prima di avventurarsi nell’impresa, e sebbene oggi questa pratica sia meno diffusa e l’atmosfera sia diventata piuttosto turistica, è comunque piacevole visitare questo luogo per circondarsi di meravigliosi paesaggi naturali, splendidi in ogni stagione.














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