C’è un’immagine del Giappone che abbiamo tutti in mente: il Monte Fuji, maestoso, con davanti una pagoda rossa tra i ciliegi in fiore. Quella scena da cartolina esiste davvero, e l’ho trovata all’Arakurayama Sengen Park, a Fujiyoshida. I ciliegi sono ormai sfioriti, si riaccenderanno a marzo prossimo, faranno solo fiori, non frutti.
Salendo i 400 gradini che portano alla Chureito Pagoda, il cuore del parco, si ha la sensazione di lasciare il mondo alle spalle. Ogni passo è accompagnato dal fruscio del vento tra gli alberi e dalla promessa di una vista indimenticabile. E quando finalmente ci si affaccia sul panorama, il respiro si ferma: il Fuji domina l’orizzonte, sereno e imponente, incorniciato dalla natura e dalla bellezza della pagoda.
Li infondo immaginate il Monte Fuji
La Pagoda
Li infondo immaginate il Monte Fuji
La Pagoda
Sono rimasta in silenzio, rapita da tanta armonia. Non è solo un luogo da fotografare, è uno spazio di contemplazione, dove si percepisce il profondo legame dei giapponesi con la montagna sacra. Se ci si va in primavera, i ciliegi fioriti rendono tutto surreale; in autunno, le foglie infuocate creano un quadro diverso ma ugualmente poetico.
L’Arakurayama Sengen Park è un invito a rallentare, a guardare con gli occhi e sentire con il cuore. Un luogo che non si dimentica.
Ma torniamo indietro un momento.
Dopo aver affrontato con calma e determinazione i quasi 400 gradini che portano al celebre punto panoramico dell’Arakurayama Sengen Park, ero pronta a lasciarmi stupire dal Monte Fuji. Ma ad attendermi in cima, invece della vetta iconica, ho trovato solo una fitta coltre di nebbia. Eppure… non sono rimasta delusa.
Già sapevo che il Fuji ama giocare a nascondino, ma ciò che ho trovato intorno mi ha ripagata: la pagoda rossa Chureito, immersa nel verde e nel silenzio, il panorama sospeso tra cielo e alberi, la pace assoluta che si respira lassù. Ogni gradino è stato un invito a rallentare, a guardarmi intorno e dentro.
A volte non serve vedere tutto per capire quanto sia prezioso ciò che abbiamo davanti. Anche se il Fuji non si è mostrato, io ho visto molto altro: bellezza, armonia, un momento di silenzio da custodire nel cuore.


















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