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mercoledì 18 gennaio 2017

Ripartiamo da I Giganti di Monte Prama per riscrivere la nostra storia.


Nel marzo di 43 anni fa, nelle campagne del Sinis, una regione  in provincia di Oristano, un contadino di Cabras, di nome Sisinnio Poddi, scoprì nel terreno in cui lavorava, urtando col suo trattore  contro il busto di un guerriero, un inestimabile tesoro, diventato oggi il simbolo della Sardegna antica,
I Giganti di Mont'e Prama; statue di pietra alte più di due metri, con sandali e lunghe trecce scolpite intorno al volto. A distanza di 2800 anni, ritornano, affiorando dal profondo della terra, pochi pezzi alla settimana, grandi arcieri, grossi pugilatori, titani poderosi e sacerdoti alti più di due metri, due metri e mezzo.
Dalla scoperta di questa grandiosa necropoli si può ripartire per scrivere la storia dell'Occidente.
Dalle ossa e dai denti dei cadaveri vengono estratti alcuni campioni di DNA per scoprire di quali malattie soffrissero, ma sopratutto le analisi ci potranno svelare i legami tra gli antichi sardi e gli attuali abitanti dell'isola.
Certo che l'occasione così ghiotta, ha richiamato in Sardegna archeologi da ogni dove. Adesso ai nostri esperti aspetta un lungo viaggio da percorrere a ritroso, non solo per riempire i musei di Cagliari e Cabras, di centinaia di reperti, ma per portare in superficie tutti i segreti che sono stati dormienti per quasi tremila anni.
Oggi l'immagine degli occhi cerchiati di quei giganti, è diventata il simbolo della Sardegna e viaggia sul web; la si può trovare dappertutto, nei negozi, dalle magliette, ai gadget da viaggio, Questi giganti riscattano finalmente l'altezza di noi sardi, la nostra forza e la nostra resistenza nel tempo, venite a vederli!

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